Dopo il crollo in borsa di venerdì (-6%)

Alibaba recupera terreno, ma restano i timori sull’indagine legata alla fuga di dati

Sono in rialzo dell’1,7% alle 12 di oggi 18 luglio, dopo il crollo di venerdì scorso 15 luglio (-6%), le azioni di Alibaba. Il gruppo è finito nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione di un articolo del Wall Street Journal, secondo il quale alcuni dirigenti incaricati dell’archiviazione e gestione dati sarebbero stati convocati dalla autorità di Shanghai in merito a un furto di dati scoperto lo scorso giugno.

Le informazioni personali di oltre un miliardo di cittadini cinesi sarebbero state vendute per un valore di circa 200mila dollari.

Il database, che era ospitato sulla piattaforma cloud di Alibaba, sarebbe stato lasciato accessibile su Internet per oltre un anno senza essere protetto da password. 

Il gruppo avrebbe dunque avviato un’indagine interna per comprendere le dinamiche dell’accaduto, ma intanto la notizia è circolata e ha spinto al ribasso i prezzi delle azioni, che lo scorso 15 luglio sono crollati del 5,98% alla Borsa di Hong Kong, ossia il calo giornaliero più significativo dal 13 giugno.

Il titolo, inoltre, ha ceduto il 15,5% del suo valore nell’arco dell’intera settimana scorsa, vale a dire la peggiore performance settimanale da quanto è approdato sul mercato nel novembre 2019. Tuttavia alle 12 di oggi, come si diceva, ha ripreso leggermente a salire, conquistando un +1,7%.

Secondo quanto si legge sulla stampa online, Brock Silvers, direttore degli investimenti di Kaiyuan Capital a Hong Kong, ha dichiarato che se venisse confermato il collegamento tra Alibaba e l’appropriazione di dati, il gruppo sarebbe «alla mercé delle autorità di Pechino e le sue attività potrebbero risentirne fino all’archiviazione del caso».

«Le nuove attività potrebbero essere compromesse fino a quando la questione non sarà risolta. E anche una volta che sarà chiarita, c'è il rischio di sanzioni sostanziali», ha ribadito.

c.me.
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