Dopo la mancata vendita a Sycamore

Victoria's Secret: fallisce il ramo britannico del brand, 800 posti a rischio

Non accennano a diminuire le tensioni per il brand di biancheria intima Victoria's Secret. Dopo che la crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19 ha fatto saltare l'operazione di acquisto del marchio di lingerie da parte del fondo Sycamore Partners, con L Brands che ne ha mantenuto la proprietà, arriva la notizia della dichiarazione di fallimento del ramo britannico della label. Un crack che mette a rischio 800 posti di lavoro.

Secondo gli accordi sfumati di recente, Sycamore Partners avrebbe dovuto pagare 525 milioni di dollari per assumere il controllo della label (55% del capitale), mentre L Brands avrebbe mantenuto una quota di minoranza del 45%.

Nel Regno Unito il marchio è stato posto sotto il regime fallimentare della legge britannica e lo studio Deloitte è stato nominato amministratore. Il fallimento non coinvolge le attività online nel Paese, poiché non fanno capo alla filiale inglese.

In quest'area la label controlla 25 negozi e, come si diceva, ha 800 dipendenti, 785 dei quali usufruiscono della cassa integrazione parziale messa in atto dal governo. L'azienda ha scelto un regime fallimentare poco vincolante, in modo da consentire il proseguimento dell'attività senza essere sotto la pressione dei creditori.

Tra le strategie per ridare smalto alla label Deloitte ha in programma di rinegoziare i contratti di affitto dei negozi, ma sta anche valutando la possibilità di trovare un acquirente. 

«L'effetto dei lockdown, associato alle sfide più importanti che i negozi fisici hanno dovuto affrontare, ha comportato la necessità di finanziamenti per questa società, il che l'ha portata alla situazione odierna», è il commento di Rob Harding di Deloitte Uk.

L Brands, che ha visto un calo costante degli utili dal 2016, ha registrato perdite nette di 366 milioni di dollari per l'anno conclusosi l'1 febbraio, con un fatturato di 12,9 miliardi di dollari.

c.me.
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