Dopo l’ok dell’antitrust Ue

Possibili nuove trattative fra Lvmh e Tiffany

Arrivato, come da attese, il via libera dell’antitrust europea all’acquisizione di Tiffany da parte di Lvmh, si torna a parlare di questa delicata operazione, finita nelle aule dei tribunali e che era partita con un prezzo d’offerta, proposto da Lvmh, di 135 dollari per azione. Il valore complessivo del gioielliere di New York era di oltre 16 miliardi di dollari ma si trattava di una valutazione pre-Covid.

Ora si vocifera che le parti starebbero negoziando la revisione dei termini del progetto di fusione, annunciato nel novembre 2019, nell’ottica di uno sconto. Il Financial Times ipotizza che il gruppo americano sia disposto a trattare, purché a un prezzo superiore a 130 dollari per ogni azione Tiffany, e con la garanzia che Lvmh non chiederà altre modifiche. L’agenzia Reuters riferisce di trattative in un range tra 131 e 134 dollari.

In base alla chiusura di ieri le azioni Tiffany a Wall Street valgono 128,88 dollari, che corrispondono a una capitalizzazione di 15,64 miliardi dollari. Sull’ipotesi di un nuovo dialogo fra le parti nella scorsa seduta il titolo è salito del 6%.

La Commissione europea ha approvato in questi giorni la fusione, ai sensi del Regolamento europeo sulle concentrazioni, dopo avere concluso che la concentrazione proposta non solleverebbe problemi di concorrenza, «date le quote di mercato moderate dell’entità combinata, la presenza di un numero significativo di fornitori terzi e il recente ingresso di diversi nuovi concorrenti».

Nei dati preliminari di agosto e settembre Tiffany ha registrato un leggero calo delle vendite rispetto allo stesso bimestre del 2019 e a periodi comparabili, mentre l’utile operativo è aumentato del 25%. Il trend nel complesso risulta positivo anche all’inizio di ottobre, come ha riferito il management guidato da Alessandro Bogliolo. L’e-commerce ha raddoppiato il suo peso sulle vendite totali passando dal 6% storico al 13% nei due mesi. Il gruppo dei preziosi ha parlato di vendite particolarmente forti nella Cina Mainland, sostenute dalla linea Tiffany T1 (nella foto) e dalle novità in oro e diamanti. Nonostante il forte calo del turismo, gli Stati Uniti hanno registrato una flessione “low double-digit”.

In settembre Lvmh ha fatto causa all'azienda Usa per cattiva gestione della crisi innescata dal Covid-19. La mossa segue quella di 
Tiffany che ha intentato una causa contro i francesi, accusati di voler evitare di adempiere ai propri obblighi ai sensi dell'accordo di fusione.

 

e.f.
stats