dopo trimestri in calo

Un azionista a L Brands: «Per Victoria's Secret meglio lo spin off»

Un azionista incalza L Brands a proposito di Victoria's Secret: James Mitarotonda, ceo dell'hedge fund Barington Capital e detentore di una piccola quota nell'azienda americana, ha infatti inviato una lettera al ceo Leslie Wexner, caldeggiando lo spin off del marchio di lingerie, il cui appeal si è appannato ultimamente, e il parallelo riposizionamento dell'insegna Bath & Body Works.

Come si legge su cnn.com, Mitarotonda ha puntato il dito contro le strategie applicate a Victoria's Secret, la cui formula legata alle super modelle ha perso smalto soprattutto presso le Millennials, che premiano altre label come Aerie di American Eagle Outfitters, ThirdLove e Lively.

Il gruppo ha risposto: «Accogliamo favorevolmente le comunicazioni con i nostri azionisti e i loro input per migliorare lo shareholder value a lungo termine tramite la crescita, il potenziamento delle performance finanziarie e un posizionamento di rilievo».

Nella missiva L Brands accenna anche ad «azioni che riteniamo ci consentiranno di raggiungere i nostri obiettivi» e ricorda come il gruppo abbia compiuto alcuni passi chiave per concentrarsi sui business profittevoli: tra questi la chiusura del brand Henri Bendel, la vendita di La Senza e nuovi lanci di prodotto sia per Victoria's Secret che per la "sorella minore" Pink.

Per ora l'ipotesi spin off appare se non remota, per lo meno non imminente, mentre è una certezza la fase riflessiva di Victoria's Secret, che nel 2018 ha totalizzato ricavi pari a 7,37 miliardi di dollari, in calo dai precedenti 7,38 miliardi, dopo trimestri opachi - tra cui quello natalizio, al -3% - e con la prospettiva di chiudere 53 negozi, 15 in più del previsto. Al contrario Bath & Body Works è passato da 4,14 a 4,63 miliardi di dollari.

L'anno scorso la casa madre L Brands ha totalizzato vendite nette al di sopra dei 13 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai precedenti 12,6 miliardi.

Tuttavia, si è ridotto l'utile lordo (da 4,9 a 4,8 miliardi di dollari) ma soprattutto ha fatto un balzo indietro l'utile netto, da 982,9 milioni - una cifra già pesantemente in calo nel 2017 - agli attuali 643,8 milioni.

a.b.
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