Dopo un bilancio in rosso

Pvh prevede di tornare in utile con il nuovo esercizio

L’americana Pvh, proprietaria di marchi come Tommy Hilfiger e Calvin Klein, ha archiviato il quarto trimestre con una perdita di 0,38 dollari per azione, contro l’utile per azione di 1,88 dollari registrato un anno prima. Il valore, che non include le voci straordinarie, è leggermente peggiore rispetto al consensus degli analisti riportato da Zacks, che prevedeva -0,37 dollari.

I ricavi del periodo sono scesi da 2,6 a 2,09 miliardi di dollari (-20%), contro una previsione degli analisti di 2,11 miliardi.

Il nuovo ceo Stefan Larsson (nella foto) ha sottolineato che la flessione delle vendite è stata in linea con le previsioni nonostante i lockdown più lunghi delle attese in Europa.

Nell’esercizio terminato il 31 gennaio il giro d’affari globale si è attestato a 7,1 miliardi di dollari, in flessione del 28% rispetto al bilancio precedente. Tommy Hilfiger, in particolare, ha accusato un -23%, mentre Calvin Klein ha subito un -28%.

Le vendite online a livello di gruppo hanno beneficiato della pandemia, chiudendo l’anno con un +57% e arrivando al 43% del totale (comprese le vendite sulle piattaforme partner), cioè il doppio rispetto al fiscal year precedente. L’e-commerce diretto ha registrato un +69% rispetto a 12 mesi prima.

La perdita annuale di Pvh è stata di 1,1 miliardi di dollari, dal precedente utile di 415 milioni.

Per il 2021 la società prevede un aumento del turnover tra il 22% e il 24%, che dovrebbe riportare sui livelli del 2019. L’utile per azione è ipotizzato a 5 dollari, contro la precedente perdita di 15,96 dollari.

Da notare che Pvh ha in cassa 3 miliardi di liquidità, che potrebbero servire per nuove nuove acquisizioni. Già nell’autunno del 2019 il precedente ceo Emanuel Chirico aveva dichiarato a Bloomberg TV che la società si stava guardando intorno per nuove aggregazioni.

 

e.f.
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