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Vestiaire Collective: prima campagna e un polo per consegne super veloci

Il lancio della prima fashion campaign durante la settimana della moda di Parigi coincide per Vestiaire Collective con la notizia dell'apertura di un centro logistico a Tourcoing, nel Nord della Francia, che si aggiungerà a quelli di Parigi e New York e permetterà di autenticare e spedire più di 10mila prodotti in tutto il mondo nel giro di un solo giorno.

 

Dopo aver ottenuto lo scorso gennaio un finanziamento di 58 milioni di euro, il marketplace - punto di riferimento per l’acquisto e la vendita del lusso second-hand - guarda avanti con nuovi progetti: continua infatti l'espansione internazionale, con l'Asia tra i mercati d'elezione, e parallelamente si rafforza la struttura dell'e-tailer, fondato otto anni fa e al centro di un network di 6 milioni di utenti internazionali.

 

Anche la comunicazione fa un passo avanti: debutta infatti il primo advertising, che si avvale di un cast di volti significativi del settore moda. Selezionati dai casting director Piergiorgio Del Moro e Samuel Ellis, i protagonisti sono i modelli Lexi Boling, l’IT boy parigino Paul Hameline e la star giapponese Manami Kinoshita.

 

Le immagini e il video, che hanno come sfondo New York, si avvalgono dei contributi della creative strategist e image director Kerry Haynes, insieme al direttore creativo Graham Rounthwaite, già creative director di i-D magazine e, in precedenza, di The Face.

 

Fashion director è Alastair Mckimm, a sua volta proveniente da i-D magazine, nel cui curriculum spicca anche l'esperienza come creative consultant da Saint Laurent, mentre la fotografia e la direzione del cortometraggio sono state affidate a Daniel Jackson.

 

Sébastien Fabre, fondatore e ceo di Vestiaire Collective, sottolinea l'importanza di questa nuova campagna, «in un momento di rapida espansione a livello globale e con un creative team di primo piano». «Il concept e il cast - aggiunge - incarnano perfettamente la nostra community senza confini, vera chiave del successo, sul filo conduttore di una grande passione per la moda».

 

Una rete fittissima di aficionados a cui si riallacciano anche le parole di Kerry Haines: «Vestiaire dimostra tutta la propria fashion expertise, perché non tratta solo capi vintage ma incoraggia all’interno della sua community anche l’acquisto (e la vendita) di pezzi delle nuove stagioni, dalle edizioni limitate ai capi sold out, fino a quelli molto difficili da trovare».

 

«Il progetto che stanno portando avanti - conclude - ha un valore anche dal punto di vista ambientale e della sostenibilità, perché incoraggia a riciclare e continuare a far vivere vestiti e accessori di lusso. Per questo abbiamo voluto comunicare un'identità legata a un alto di gamma accessibile a tanti».

 

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