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Salesforce: «Il Black Friday 2017 sarà l'e-shopping day numero uno di sempre»

Previsto per il 24 novembre, il Black Friday sarà il digital shopping day più "caldo" nella storia degli Stati Uniti dall'avvento del digitale, scavalcando per il secondo anno di fila il Cyber Monday: lo anticipa Salesforce, leader globale nel customer relationship management, fornendo ulteriori dati sulle abitudini d'acquisto online, soprattutto dei Millennials.

 

Salesforce anticipa che durante il Black Friday gli ordini su Internet verranno fatti soprattutto dalle 8 alle 10 di sera e che entro domenica 3 dicembre i consumatori avranno completato solo il 50% del loro shopping pre-natalizio, una percentuale che il 15 dicembre salirà all'80%.

 

La Cyber Week (compresa fra il Thanksgiving Day del 23 novembre e il Cyber Monday il 27) sarà il momento di maggiori sconti - in media pari al 28% - e con il più alto tasso di consegne gratuite, 86%. L'altro periodo in cui si verificherà il picco dei ribassi sarà l'11 dicembre.

 

Come prevedibile, il traffico da smartphone aumenterà ancora, raggiungendo il 60% del totale, contro il 5% da tablet e il 34% da desktop. Il 40% degli ordini durante il Black Friday sarà via cellulare e dal 7% al 10% di quelli fatti sull'iPhone sarà gestito con Apple Pay.

 

Salesforce ha accumulato, più in generale, una miniera di informazioni, grazie all'analisi di 500 milioni di acquirenti in 53 Paesi, tramite il Commerce Cloud che permette di monitorare miliardi di transazioni, il Marketing Cloud relativo ai milioni di conversazioni pubbliche sui social e il Connected Shoppers Report, che tasta il polso delle abitudini di shopping e delle esigenze legate a questo ambito.

 

Ne è emerso che prima di comprare in Rete, il 74% delle persone guarda i siti, il 43% l'e-mail, il 38% i social media e il 36% le app dei retailer.

 

Il 40% dei Millennials ha dimestichezza con gli assistenti digitali a comando vocale (Amazon Alexa, Apple Siri, Google Assistant) per informarsi su ciò che vuole acquistare. Questo segmento punta, anche servendosi di questi strumenti, a una shopping experience più personalizzata e confida nell'evoluzione dell'intelligenza artificiale per ottenerla.

 

Il 59% ritiene che se il negozio fisico fosse già a conoscenza delle ricerche da parte dei consumatori a monte dell'eventuale acquisto, il servizio instore ci guadagnerebbe, ma il 61% è convinto del fatto che esista ancora un tangibile scollamento tra i canali.

 

Il 63% del macro-panel preso in esame da Salesforce pensa che la conoscenza delle sue abitudini da parte dei retailer non sia ottimale: una sensazione che mette d'accordo le diverse generazioni.

 

I Millennials risultano 2,5 volte più sensibili rispetto ai Baby Boomers (dai 53 ai 71 anni) a proposito dell'efficacia o meno delle offerte digitali da parte dei retailer, che andrebbero personalizzate e costruite in base al profilo dell'interlocutore, in modo da trasformarlo in sicuro acquirente.

 

Rob Garf, vice president Industry Insights di Salesforce Commerce Cloud, afferma che questa sarà la stagione in cui si assisterà a un'impennata dei pagamenti via mobile e dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. «I retailer - sottolinea - devono tenerne conto per aggiustare il tiro».

 

«Una brand experience seamless, connessa e personalizzata - sintetizza Shelley Bransten, senior vice president Retail Industry Solutions dell'azienda - sarà ciò che farà la differenza tra chi vince e chi perde».

 

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