leonardi: «puntiamo alla certificazione b corp»

Brekka: parole d'ordine internazionalizzazione e sostenibilità

«L’Italia è il nostro mercato principale, ma abbiamo appena siglato nuovi accordi di distribuzione per Germania, Spagna, Europa dell'Est e Giappone. La nostra presenza all'estero deve diventare più capillare». Giuseppe Leonardi non ha dubbi: il 2022 di Brekka, marchio di accessori e abbigliamento di cui è general manager, sarà l'anno che segnerà il debutto dell'internazionalizzazione del marchio. 



«I nostri oltre 500 distributori - prosegue - sono concentrati principalmente in Italia. Fino ad oggi ci siamo accontentati di avere pochi ma significativi negozi stranieri gestiti direttamente, ma ora vogliamo creare una strategia, che prevede anche la partecipazione, a partire dal secondo semestre di quest'anno, Covid permettendo, o dal 2023 a fiere internazionali in Giappone e in Corea».

Internazionalizzazione a parte, anche la sostenibilità è al centro degli investimenti di Brekka: nella collezione FW 22/23, presentata a Pitti Uomo, praticamente ogni capo e accessorio contenevano almeno un elemento legato al riciclo.

«Questo è un aspetto che vogliamo potenziare, anche oltre il prodotto - prosegue il general manager -. Abbiamo iniziato il percorso per ottenere la certificazione B Corp, il che significa un cambiamento sistemico e durevole dell'azienda, che va dalla scelta dei fornitori all'attivazione di pratiche in ambito sociale».



A livello di prodotto, nella collezione FW22/23 convivono le linee Explorer e Urban con un taglio più casual e la Active, contraddistinta da un'anima più sportiva, che da sempre caratterizza Brekka: «Che intendiamo coltivare, senza però precluderci la possibilità di parlare anche a una clientela diversa - sottolinea Leonardi -: attualmente siamo presenti quasi esclusivamente nei negozi sportivi, ma puntiamo a conquistare vetrine più fashion. In questo processo di migrazione potrebbe anche aiutarci, dalle prossime stagioni, una showroom multimarca».

an.bi.
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