eyewear

Safilo cede in Borsa dopo la notizia dell'intesa Lvmh-Marcolin. Delgado: «Andiamo avanti»

Dopo la pubblicazione dei dati preliminari sul 2016, che indicano vendite pari a 1,25 miliardi di euro (-2%), Safilo accusa in Borsa il contraccolpo dell'ufficializzazione della joint venture tra Marcolin e Lvmh, di cui ha diversi marchi in licenza.

 

Alle 17.30 i titoli Safilo cedono il 7,50%, attestandosi a 6,35 euro.

 

Il drastico calo si verifica all'indomani dei dati preliminari sul 2016, da cui emerge un fatturato di 1,25 miliardi di euro, in calo del 2% a cambi correnti e dell'1,2% a cambi costanti rispetto all'anno precedente, prevalentemente in seguito all'impatto negativo dei brand che non fanno più parte del portafoglio del gruppo. In aumento del 3,6% a cambi costanti (+5,2% escluso il retail) le vendite dei marchi in continuità.

 

Stringendo l'obbiettivo sul quarto trimestre del fiscal year, il turnover netto totale del player dell'occhialeria è risultato pari a 313,7 milioni di euro, -1,7% a cambi sia correnti che costanti. Anche in questo caso, le label in continuità non hanno accusato cedimenti, crescendo dello 0,5% a cambi costanti e del 2,3% escluso il retail.

 

A trainare il business nei 12 mesi l'Europa, con 537,6 milioni di euro (+5,7%), seguita dal Nord America (509,4 milioni), che però incassa un -4,1%. Scivolone in Asia Pacifico, che scende a 114,7 milioni (-22,5%), mentre il resto del mondo mette a segno un +4,4%, superando i 91 milioni di euro.

 

L'andamento del quarter rispecchia a grandi linee quello dell'anno: Europa in rialzo del 6,3%, a quota 138,4 milioni, Nord America in discesa (-3,6%) a 123,1 milioni, Asia Pacifico in calo del 29,8%, per una cifra pari a 24,5 milioni e resto del mondo che progredisce del 5,1%, attestandosi a 27,7 milioni.

 

Intanto l'a.d. Luisa Delgado e la sua squadra stanno lavorando su nuove iniziative di rilancio, dopo un mese tutt'altro che tranquillo.

 

Ricostruendo gli eventi delle ultime settimane, è da metà gennaio che sta salendo il tam tam mediatico sulle manovre di corteggiamento da parte di Lvmh nei confronti di Marcolin.

 

Oggi, 1 febbraio, si scoprono le carte: dal 2018 prenderà il via una joint venture industriale, con i francesi al 51% e l'azienda guidata da Giovanni Zoppas al 49%.

 

Come è noto, diverse griffe che fanno capo al colosso transalpino sono attualmente in licenza  a Safilo - per esempio Marc Jacobs, Fendi e Givenchy -, che tra l'altro realizza una parte importante dei ricavi anche attraverso Dior, controllante di Lvmh, con la quale è stata rinnovata la partnership fino al 2020.

 

Per Céline, altro cavallo della scuderia di Bernard Arnault, si è deciso di terminare l'intesa quest'anno e ora si sa che dal 2018 sarà proprio la jv Lvmh-Marcolin a occuparsene.

 

Acque molto agitate, dunque, ma in casa Safilo - che ha visto tra le new entry dell'anno Moschino e Love Moschino - si guarda avanti, concentrandosi su alcuni progetti: in pole position l'ingresso nel mondo delle wearable technologies, con la messa a punto insieme a Interaxon Inc. di SafiloX, prima piattaforma tecnologica integrata, dedicata a un occhiale in grado di aumentare la capacità di concentrazione di chi lo indossa.

 

Nel tardo pomeriggio Luisa Delgado ha rilasciato alcune dichiarazioni, tese a sdrammatizzare le voci delle ultime ore. In sintesi, ha affermato che «un'azienda deve essere sempre pronta e preparata nel caso una licenza non si rinnovasse» e che la priorità di Safilo è l'indipendenza, nell'ottica di un rafforzamento dei marchi di proprietà, con i quali viene realizzato il 23% del giro d'affari: una percentuale che, come ha sottolineato Delgato a MF, è destinata a salire al 40% entro il 2020 (nella foto, un modello di Max Mara per l'estate 2017, con sunglasses realizzati da Safilo).

 

stats