FASHION INTERVISTA ASMITA DUBEY

L’Oréal Group vola alto nonostante Cina e inflazione

Positivo l’andamento di L’Oréal nei nove mesi: i dati al 30 settembre scorso evidenziano un fatturato di 27,94 miliardi di euro (+20,5% su base reported e +12% like-for-like), con L’Oréal Luxe, unit da quasi 10,5 miliardi di euro sui nove mesi, che cresce del 22% su base reported e del 12,2% like-for-like, nonostante i ripetuti lockdown in Cina e ad Hainan e altre difficoltà legate al settore Travel Retail.

A trainare L’Oréal Luxe prodotti come La Vie Est Belle by Lancôme, Libre by Yves Saint Laurent, Paradoxe by Prada e Armani Code, per citarne alcuni. Solo la divisione Active Cosmetics (in cui rientrano brand come Cicaplast, La Roche-Posay e CeraVe) fa meglio, con un +31,5% su base reported e un +22,6% like-for-like, ma per ora conta “solo” 3,8 miliardi di euro.

Tra i mercati a correre più veloce è l’area Sapmena Ssa (South Asia Pacific, Middle East e North Africa), con un +32,7% su base reported e un +25,4% like-for-like. Ma determinante è il ruolo dell’Europa, che vale oltre 8,4 miliardi di euro e progredisce del 13,7% su base reported e del 13% like-for-like. In Nord America l’aumento è del 25% su base reported e del 10,8% like-for-like, mentre il Nord Asia mette a segno un +17,5% su base reported e un +7,4% like-for-like.

Il player della cosmesi supera anche la prova del trimestre, registrando un fatturato di 9,57 miliardi di euro (+19,7% su base reported e +9,1% like-for-like). Il dinamismo maggiore si riscontra ancora una volta alla voce Active Cosmetics (+38,8% su base reported e +26% like-for-like), ma L’Oréal Luxe si difende bene, con un +15,8% su base reported e un +4,6% like-for-like.

Nicolas Hieronimous, ceo di L’Oréal, parla di un quarter «molto solido, anche rispetto al 2019, nonostante il contesto globale di volatilità senza precedenti, contraddistinto dalle restrizioni in Cina e dall’inflazione in Occidente».

Secondo Hieronimous, il mercato del beauty non ha perso il proprio appeal e l’atteggiamento dei consumatori lo conferma. «Quanto a noi - aggiunge - ci affidiamo a un business model forte, ma anche agile, grazie a team sparsi per il mondo, impegnati a garantire un andamento migliore del mercato e a potenziare la posizione di L’Oréal come beauty company numero uno del pianeta».

«Nonostante le criticità in atto - conclude Hieronimous - manteniamo la nostra fiducia nelle prospettive del mercato globale della bellezza, che ha confermato la propria resilienza. Ci basiamo sul potere dell’innovazione proiettandoci verso un 2022 di crescita, sia nelle vendite che nei profitti».

Una delle interviste in apertura del numero di Fashion magazine uscito in questi giorni, e sfogliabile come e-paper su fashionmagazine.it, è dedicata ad Asmita Dubey, chief digital & marketing officer di L’Oréal Group. In un Q&A con Angela Tovazzi la manager fa il punto sul processo di digitalizzazione che soprattutto negli ultimi dieci anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita del colosso della cosmesi.

«Siamo stati precursori nell’utilizzo dell’AR con ModiFace per sperimentare trucco e colore dei capelli prima dell’acquisto - spiega Dubey - ma ci troviamo in prima linea anche nei servizi». Uno di questi è Lancôme Skin Screen, che permette una diagnosi della pelle sulla base di oltre 13 parametri. Molto utile anche lo Shade Finder sempre di Lancôme, che consente di individuare il fondotinta perfetto tra 22.500 tonalità.

Tecnologie che, come sottolinea la top manager, sono disponibili sia online che offline, grazie ai gemelli digitali dei prodotti. Asmita Dubey affronta altri argomenti, come l’evoluzione delle vendite online grazie al social commerce e al live commerce e l’esplorazione del Web3, tramite per esempio un’intesa tra Nyx Professional Make-Up e People of Crypto Lab, il laboratorio che si occupa della diversità nel metaverso.

Dubey si dice convinta che la tecnologia servirà anche a delineare un futuro più responsabile, oltre a garantire l’iperpersonalizzazione dei prodotti, «creati ad personam sulla base delle esigenze e aspirazioni individuali», allestendo in futuro delle vere “mini-fabbriche” da collocare nei punti vendita o addirittura a domicilio. «Grazie al digitale - conclude - stiamo reinventando il beauty journey».

L’intervista in versione integrale è disponibile, come si diceva, sul numero 3 di Fashion, distribuito nei canali fisici ma visibile anche su fashionmagazine.it.

 

Nella foto, Cindy Bruna e Andie MacDowell durante Le Défilé Walk Your Worth di L’Oréal, evento tenutosi all’Ecole Militaire di Parigi a inizio ottobre.

a.b.
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