Fatturato stabile nonostante il Covid

Obringer (L'Autre Chose): «Una vendita su tre è sull'online, ma non smettiamo di investire sul wholesale»

Equilibrio pare essere diventata la parola chiave di questo momento per il marchio L'Autre Chose, al centro di una strategia di sviluppo "dosata" e concentrata equamente su tutte le categorie prodotto sviluppate, tutti canali di distribuzione e mercati. «Questa politica ci ha aiutato a contenere gli effetti della pandemia», assicura Edouard Obringer, da un anno amministratore delegato del brand di proprietà di Sator Private Equity Fund.

 

«Siamo nati con le calzature, ma il ready-to-wear vale il 50% delle vendite. Cresciamo a doppia cifra con l'online, continuando a sostenere il wholesale, che genera la metà del fatturato. Lavoriamo all'espansione internazionale, ma investiamo anche in Italia. La volontà di non trascurare nessuno degli aspetti che negli anni hanno concorso alla crescita del marchio ci hanno portato a non risentire della crisi: tra il 2020 e il 2021 abbiamo perso un solo milione di euro in termini di fatturato», racconta soddisfatto il manager.

 

Nonostante il canale digitale sia sempre più dominante, «attualmente una vendita su tre avviene online sul nostro e-shop o su piattaforme come Farfetch, Zalando e Lamoda», L'Autre Chose continua a investire sui multimarca, tanta da pianificare campagna di comunicazione crossmediale pensata non solo per il consumatore finale, ma anche canale wholesale.

 

In questi mesi di lockdown, dove per i multimarca i giorni di chiusura hanno spesso superato quelli di apertura, «siamo riusciti a mantenere le posizioni - ha confermato Obringer - e questo ci rende ancora più ottimisti per il futuro: il nostro è un prodotto ideale per una boutique: è ben fatto, creativo e a un buon prezzo».

 

«Grazie a queste caratteristiche le nostre calzature vengono spesso posizionate commercialmente vicino a quelle delle grandi griffe, nonostante costino molto meno. Lo stesso accade anche nell'abbigliamento con maglieria e la seta stampata in cima alle preferenze».

 

Altra buona notizia per i wholesaler è che le collezioni de L'Autre Chose, disegnate dal direttore creativo del brand Nicolò Beretta, torneranno a essere due a stagione e non più una sola, come durante i mesi segnati dalla pandemia. «In più potenzieremo l'offerta di pelletteria, rendendo la nostra offerta davvero completa», sottolinea Obringer, che sulla base degli ordini già raccolti prevede un 2021 in crescita rispetto ai 14 milioni di euro registrati nel 2020.

 

Sul fronte geografico, L'Autre Chose lavora all'espansione internazionale, senza interrompere gli investimenti in Italia che comprendono principalmente la fabbrica di Porto Sant'Elpidio e il retail diretto:«Confermiamo i nostri tre monomarca di Milano, Roma e Torino e per il momento non prevediamo nuovi opening - conclude Edouard Obringer, mentre all'estero l'Est Europa sta diventando un'area centrale, lì il prodotto premium made in Italy è richiestissimo».

an.bi.
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