MILANO MODA DONNA AL VIA

Capasa: «Ora priorità alle sfilate, dopo la fashion week presenteremo il Recovery fund della moda»

Sarà quasi tutta online la Fashion Week di Milano che prende il via oggi con le prime presentazioni per entrare nel vivo da domani 24 febbraio, con due novità: la sfilata per la prima volta (di solito presentava) di Brunello Cucinelli, dal borgo umbro di Solomeo, in un'operazione simile a quella fatta con Pitti Uomo e lo show live (solo tre in tutta la manifestazione) del marchio esordiente Del Core, disegnato da Daniel Del Core, ex designer di Gucci.

In totale, fino all'1 marzo, sono in programma prevede 68 sfilate, 65 presentazioni e presentazioni su appuntamento e 7 eventi per un totale di 140 appuntamenti in calendario. Da segnalare la presenza per la seconda volta consecutiva di Valentino che sfilerà live dal Piccolo Teatro, il primo marzo, in chiusura della settimana della moda donna dedicata al prossimo autunno inverno. Il terzo show live sarà invece quello di Daniela Gregis, che si svolgerà nell'Oratorio della Passione di Sant'Ambrogio.

Eventi per lo più in digitale come fashion film, ma anche sfilate a porte chiuse registrate e poi trasmesse in streaming come quelle di Prada, Dolce&Gabbana, Max Mara, Sportmax, Giorgio Armani, Empoprio Armani, Etro, Tod's, Philosophy di Lorenzo Serafini e Blumarine.

Online quindi la moda di Milano sarà per tutti «tra le fashion wek siamo la prima piattaforma online con i 45 milioni di streaming della scorsa edizione che speriamo di confermare anche in questa occasione», commenta il presidente di Cnmi, Carlo Capasa.

Gli addetti ai lavori, tuttavia, potranno partecipare anche ad alcuni eventi: «Abbiamo sottoscritto un protocollo sanitario con Ats - ha spiegato Capasa - per poter garantire, laddove possibile, la presenza di alcuni addetti ai lavori, buyer e giornalisti, alle sfilate che si svolgeranno a porte chiuse».

Il calendario delle sfilate - che si apre con un video-omaggio a Beppe Modenese, scomparso lo scorso 21 novembre, curato e diretto da Beniamino Barrese - riserva grande attesa per la sfilata di Fendi, fissata il 24 febbraio alla 14, che segna la prima collezione prêt-à-porter disegnata dal nuovo direttore creativo Kim Jones, già direttore creativo di Dior Uomo.

Presenti per la prima volta nei calendari di sfilate e presentazioni i brand Pierre-Louis Mascia, Onitsuka Tiger, Giuseppe Buccinnà, Bacon, Peserico, OOF Wear, Nervi. Grande assente, invece, Versace, che lancerà il video della sua nuova collezione il 5 marzo.

Resta il fatto, che nonostante gli sforzi delle singole maison nel coinvolgere una audience globale fatta di addetti ai lavori e consumatori finali, la manifestazione si inserisce in un contesto difficile: secondo i Fashion Economic Trends, nei primi dieci mesi del 2020 il fatturato del settore moda è calato del 23% rispetto all’anno precedente. Nel 2021 il rimbalzo ci sarà, ma l’incertezza impedisce di fare previsioni precise: «Lo scenario più favorevole - spiega Capasa - è quello che prevede una crescita intorno al +15% , quello sfavorevole si limita a un incremento del 6%».

Già per giugno, con la fashion week uomo, il numero uno di Camera Moda conta di tornare a una fashion week, dove gli appuntamenti in presenza saranno più numerosi, «ma tutto avverrà gradualmente». Ma prima di allora Capasa intende portare avanti un lavoro importante con le istituzioni. «Subito dopo la fashion week presenteremo al nuovo governo Draghi le nostre proposte che si concentrano su quattro capisaldi: sostenibilità, digitalizzazione, formazione ed export».

«Il settore moda - aggiunge Capasa - necessita di un trattamento a parte, perché ha caratteristiche specifiche, a cominciare dal fatto che il 90% del settore è composto da pochi grandi brand che lavorano con una rete fatta di piccole imprese, che vanno aiutate».

an.bi.
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