fiscal year

Furla in corsa: +30% i ricavi nel 2015 e +126% in cinque anni

Non si arresta la crescita di Furla che, in base ai dati preliminari sul 2015, ha archiviato il fiscal year con ricavi a quota 339 milioni di euro (+30% o +25% a cambi costanti), grazie a uno sviluppo su tutti i mercati: +53% nelle nazioni Apac, +30% negli Usa, +28% nell'Emea (Italia esclusa), +24% in Giappone e +21% nel nostro Paese.

 

Significativo il +23% delle vendite like for like a livello mondiale. Si conferma dunque un trend positivo, che nell'ultimo quinquennio ha portato a un balzo in avanti (+126%) del giro d'affari. Se infatti nel 2010 Furla viaggiava intorno ai 150 milioni di euro, nel 2011 saliva a 181, per poi mettere il turbo negli anni successivi: 213 milioni nel 2012, 228 nel 2013 e 262 nel 2014, in aumento del 15% sul 2013.

 

Alla base di questa escalation innanzitutto il prodotto: fermo restando il core business delle borse donna, Furla si è andato sempre più connotando come marchio lifestyle, lanciando la collezione uomo, il footwear femminile, l'eyewear insieme a De Rigo, gli accessori tessili con Ratti e, al via con il prossimo autunno-inverno, gli orologi con Morellato.

 

Alla brand extension ha fatto da supporto una strategia distributiva che ha messo le ali al retail: attualmente la label è presente in un centinaio di Paesi con 415 monomarca, di cui 62 avviati l'anno scorso in location come Roma, New York (sulla Fifth avenue), Madrid, San Pietroburgo, Shanghai e Hong Kong.

 

Un corner uomo è stato da poco aperto alle Galeries Lafayette di Parigi, città dove è previsto uno degli opening del 2016, insieme a Mosca, Londra, Melbourne, Saigon e Macao. In rafforzamento la presenza nel travel retail, +36% nel 2015, con 195 door nei principali scali aeroportuali (erano 174 nel 2014).

 

Il 29% del turnover è attualmente realizzato nell'Emea (Italia esclusa). Seguono Giappone (23%), Italia (20%), Apac (19%) e Stati Uniti (9%).

 

Una cartina di tornasole della buona salute aziendale è il numero dei dipendenti: erano 1.243 nel 2014, sono saliti a 1.497.

 

Il ceo Eraldo Poletto (nella foto) non può che essere ottimista sul futuro, «quando potremo avere il riscontro concreto delle nuove categorie di prodotto lifestyle che abbiamo lanciato». Poletto sottolinea come i risultati positivi siano la somma di tre fattori: «La vision, gli investimenti e le performance registrate in tutti i mercati e in tutti i settori».

 

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