fiscal year

Giorgio Armani: ricavi in lieve calo, utili +12,4% e 811 milioni di liquidità (+35%)

Come preannunciato nei mesi scorsi dallo stesso Giorgio Armani, nel 2016 i ricavi consolidati dell'Armani Group sono leggermente calati (-5%), a quota 2.511 milioni di euro, ma l'utile netto è passato da 241 a 271 milioni di euro e la liquidità è cresciuta del 35%, da 654 a 881 milioni. Prende forma la riorganizzazione dei marchi in portafoglio.

 

Il piccolo cedimento sul fronte giro d'affari è motivato dalla razionalizzazione continua e dal restyling del network distributivo, «che produrrà effetti positivi nel lungo termine», come si legge in un comunicato. All'incremento dell'utile netto hanno contribuito provvedimenti per il controllo dei costi.

 

Intanto si chiariscono i contorni del progetto di riposizionamento dei brand, di cui si parla già da qualche mese. Un'evoluzione volta a semplificare la percezione dei marchi Giorgio Armani, Emporio Armani e A|X Exchange e a ottimizzarne le potenzialità presso i rispettivi target.

 

Partendo dalla label ammiraglia, Giorgio Armani (che include Giorgio Armani Privé e Armani Casa), si punta a rafforzarne l'identità, contraddistinta «da un'eleganza senza tempo, dettagli all'insegna dell'alta artigianalità, linee pulite, in nome di lusso, contenuti di manualità, eccellenza della manifattura e materiali di qualità superiore».

 

Emporio Armani ha, come è noto, assorbito Armani Collezioni e Armani Jeans, con l'intento di tornare alla sua identità originaria: una linea con un'ampia scelta di abiti e accessori per ogni occasione - in grado di spaziare dallo sportswear al formale, fino alle occasioni più eleganti -, sul filo conduttore di uno spirito dinamico, metropolitano e avant-garde.

 

Nel mondo A|X Armani Exchange - il cui rilancio è stato avviato nel 2014, quando è stato acquisito il controllo della joint venture a cui in precedenza erano affidati sviluppo e commercializzazione della label - rientra ora quello che in passato è stato il mondo di Armani Jeans. Il tutto in un'ottica street, filtrata attraverso lo stile Armani.

 

«In seguito alla riorganizzazione - si legge nella nota - il numero dei punti vendita dei tre brand si evolverà razionalmente sulla base del nuovo posizionamento, continuando a garantire una distribuzione sempre capillare nelle varie aree geografiche».

 

A partire da metà settembre, Giorgio Armani, Emporio Armani e A|X Armani Exchange avranno account dedicati su Facebook, Instagram e Twitter.

 

«Il 2016 è stato un anno difficile per il settore della moda e del lusso» ha commentato Giorgio Armani, indicando tra i fattori esogeni il rallentamento della crescita dell'economia cinese, le paure innescate dagli attacchi terroristici, i fattori di natura politica e un generale cambiamento nell'atteggiamento d'acquisto.

 

«Ciononostante - ha puntualizzato - i risultati ottenuti dal Gruppo Armani dimostrano la forza del marchio e ne confermano la solidità. Continuiamo dunque nel segno del consolidamento e della razionalizzazione, operando come sempre nell'ottica di continuità e di lungo periodo».

 

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