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Gruppo Tod's: frenano ricavi e utile netto

Nel 2016 i ricavi del Gruppo Tod's si sono attestati a 1,004 miliardi di euro (-3,2%), con un utile netto consolidato di 86,29 milioni, contro i precedenti 92,7 milioni. In contrazione da 202,6 a 180,9 milioni l'ebitda e da 148,5 a 128,3 milioni l'ebit.

 

La posizione finanziaria netta è stata negativa per 35,4 milioni ma, come sottolinea un comunicato, «sarebbe positiva e ben superiore a quella di dicembre 2015» se non si tenesse in considerazione l'impatto dell'operazione di acquisizione del marchio Roger Vivier.

 

Tra in singoli brand, l'andamento peggiore è stato quello di Tod's (-7,5% a cambi costanti, a quota 559 milioni di euro) e di Hogan (-3,3%, ossia 214,2 milioni), mentre Fay e Roger Vivier hanno messo a segno rispettivamente un +5,3% e un +5,6%.

 

Un'analisi per categorie merceologiche evidenzia un incremento alla voce Abbigliamento (+2,1% a cambi costanti, pari a 68,3 milioni) ma riduzioni nelle calzature (il core business con un valore di 791,3 milioni, -3%) e pelletteria e accessori (-10,9%, ossia 142,5 milioni).

 

I mercati sono stati piuttosto avari con l'azienda: a fronte di un lieve rialzo - +1,4% a cambi costanti - dell'Europa (esclusa l'Italia), dove viene realizzato un business da 250 milioni di euro, il nostro Paese, che viaggia oltre i 311 milioni, ha incassato un -3,5%. Peggio è andata nelle Americhe, passate da 105,6 a 96,7 milioni (-10,4%), mentre la Greater China, con vendite intorno ai 210,3 milioni, è arretrata dell'8,1%.

 

Il cda ha proposto un dividendo per azione pari a 1,70 euro, con un payout sull'utile netto del gruppo del 64,8%, in lieve contrazione sul precedente 66%.

 

Il patron Diego Della Valle ha posto l'accento sulle performance del quarto trimestre, all'insegna di un soddisfacente trend di vendita con l'arrivo nei negozi delle collezioni invernali, «che rispecchiano il dna dei brand e l'Italian style e che ben coniugano qualità, artigianalità e innovazione, «valori sempre più apprezzati da tutti i clienti, incluse le nuove generazioni».

 

«Considerando il cambiamento epocale in atto nella distribuzione - ha proseguito - abbiamo realizzato un nuovo store format. Importante sarà anche il contributo dell'e-commerce, su cui stiamo puntando con decisione».

 

A livello di redditività, «continueremo a beneficiare delle misure di efficientamento dei costi avviate lo scorso anno. Grazie anche al rafforzamento della squadra dei manager, siamo fiduciosi di ottenere un miglioramento dei risultati già a partire da questo esercizio».

 

Il cfo Emilio Macellari ha ribadito che l'obiettivo di essere in linea con le previsioni degli analisti per quanto riguarda il 2017 è a portata di mano: un anno in cui i ricavi, come si legge su Reuters, dovrebbero essere pari a 1,040 miliardi di euro.

 

Macellari ha puntualizzato che i primi mesi di quest'anno sono stati all'insegna di performance positive, in particolare per quanto riguarda la pelletteria.

 

Si prevede che nel 2017 il ritmo dei nuovi opening rallenti, a causa di un contesto generale ancora complesso.

 

Da notare che, come Salvatore Ferragamo, anche il Gruppo Tod's ha beneficiato nel 2016 del Patent Box, l'intesa con l'Agenzia delle Entrate per il metodo di calcolo di alcune imposte, grazie alla quale avrebbe risparmiato 7 milioni di tasse (nella foto, l'autunno-inverno 2017/2018 di Tod's).

 

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