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Imperial sfiora i 200 milioni. Aere: «Difendiamo il nostro made in Italy»

Imperial archivia il 2014 sfondando il tetto dei 200 milioni di euro, grazie anche all’acquisizione della maggioranza di Dixie, avvenuta un anno fa. «Per il 2015 - dice il presidente Adriano Aere - la parola d'ordine è consolidare, in modo da gettare le basi per ulteriori sviluppi futuri».

 

Il giro d'affari 2014 dell'azienda bolognese di fast fashion si è attestato a 178 milioni di euro (+15,5%) rispetto ai 154 milioni del 2013. A questo risultato va aggiunto il turnover generato da Dixie, a quota 29 milioni di euro, per un totale di 207 milioni. Risultati positivi confermati anche dal valore dell’ebitda, pari al 18%.

 

Se il mercato interno ha registrato ricavi per circa 89 milioni (+8% sul 2013), la performance nei Paesi Ue ed extra Ue non è stata da meno: 56 milioni di euro per i primi (+37,9%) e 33 milioni di euro per i secondi (+5%).

 

Risultati positivi, come sottolinea una nota, frutto anche della politica imprenditoriale portata avanti da Imperial, da anni impegnata in una «strenua difesa del made in Italy».

 

Solo nel 2014 la contraffazione ha causato all'azienda perdite nell’ordine di circa 5-7 milioni di euro tra Italia e Europa: «Da sempre offriamo ai nostri clienti e al consumatore finale un prodotto realizzato completamente in Italia, che rispetta gli elevati standard qualitativi legati al made in Italy - ribadisce Adriano Aere -. Purtroppo quest’anno abbiamo notato un acuirsi di episodi di contraffazione in Italia e in Europa verso i nostri brand. Per tale motivo, data la complessità della situazione, abbiamo ritenuto indispensabile valorizzare e tutelare al meglio i nostri marchi, mettendo in campo ingenti risorse per combattere il fenomeno della contraffazione a livello legale».

 

Ad oggi, Imperial ha  vinto cause in Olanda, Francia e in numerose città italiane.

 

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