fiscal year

Piquadro: obiettivo 100 milioni con The Bridge

Nell’esercizio chiuso al 31 marzo il fatturato consolidato di Piquadro ha raggiunto 75,91 milioni di euro, +9,5%, con dos ed e-commerce in pole position. Utile in calo del 12% e indebitamento aumentato di 1,5 milioni: ma ora che il debito ereditato acquisendo The Bridge è quasi azzerato, Marco Palmieri (nella foto) guarda avanti e punta con il nuovo assetto a 100 milioni di ricavi.

 

La crescita del giro d'affari dell'azienda - attiva nel settore della pelletteria dal design innovativo e con contenuti high tech - è determinata sia dall’introduzione nel perimetro di consolidamento di The Bridge - che da gennaio a marzo ha registrato ricavi per 5,08 milioni -, sia dal +2,2% delle vendite a marchio Piquadro.

 

Particolarmente dinamico l'andamento del canale distributivo dei directly operated store (dos), con un +10,9%, ma con un +0,9% a parità di perimetro, o +1,5% a parità di giorni di apertura e a cambi costanti.

 

Da notare che nella voce dos rientra il giro d'affari generato dal sito di e-commerce, che ha fatto un balzo del 20,3%.

 

In frenata del 2,9% il wholesale, attraverso il quale viene generato quasi il 56% del fatturato complessivo: un calo determinato dal rallentamento di questo canale sul mercato domestico (ma anche di quello extraeuropeo), non del tutto compensato dalla risposta dei Paesi del Vecchio Continente.

 

Dal punto di vista geografico, al 31 marzo scorso emerge un +5,6% dell'Italia (che assorbe il 74,5% delle vendite), ma il vero exploit è quello europeo: +38,7%. La fiacchezza di aree come Taiwan e il Messico ha penalizzato le performance nell'extra Europa: analizzando 34 Paesi, si nota una flessione del 15,6%.

 

8,79 milioni di euro è la cifra relativa all'ebitda, che equivale all'11,6% del fatturato consolidato, contro il precedente 12,1%. L'ebit, che sfiora i 5,7 milioni di euro, è pari al 7,5%, in linea con quanto registrato un anno prima. L'utile netto cede il 12,1%, passando da 3,88 a 3,4 milioni di euro.

 

Negativa per circa 8,2 milioni la posizione finanziaria netta, in aumento di circa 1,5 milioni.

 

Hanno contribuito a questa dinamica diversi fattori: un free cash flow di 12,2 milioni - composto da effetti della gestione operativa del gruppo per circa 6,2 milioni - e 6 milioni di riduzione del capitale di funzionamento, in gran parte ascrivibile a una razionalizzazione della gestione del capitale circolante, oltre alla cessione del key money del negozio di Parigi per 3 milioni di euro.

 

Il tutto controbilanciato da 2 milioni di dividendi, investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali per 1,7 milioni, una cifra di 4,6 milioni relativi all’acquisizione dell’80% di The Bridge e, non ultima, l’esposizione finanziaria di 8,4 milioni di questa società, ereditata all’atto dell’acquisizione.

 

Marco Palmieri, presidente e a.d. di Piquadro e The Bridge, evidenzia la crescita, dovuta al riscontro positivo da parte del marchio Piquadro e a un primo contributo di The Bridge, «che siamo riusciti a portate molto velocemente a break-even».

 

L'imprenditore non nasconde «lo sforzo economico per il riassetto organizzativo e l'acquisizione della stessa The Bridge».

 

Come fa notare Palmieri, l'indebitamento di gruppo «è progredito di soli 1,5 milioni di euro, nonostante il consolidamento di 8,4 milioni di debito finanziario della realtà neo-acquisita e i 4,6 milioni sborsati per rilevarla, inclusi i pagamenti differiti e l’opzione per rilevare il rimanente 20%».

 

Il presidente e a.d. ha grandi aspettative su The Bridge, «il cui patrimonio in termini di tradizione, prodotto e unicità rappresenta per noi un’enorme potenzialità in Italia e soprattutto oltreconfine, permettendoci di assumere un ruolo rilevante nel mercato delle borse da donna».

 

Questi i dati della capogruppo Piquadro SpA al 31 marzo: un turnover di 67,24 milioni di euro (+0,8%), con un'accelerata in Europa (+14,5%) soprattutto nel wholesale, ma una decelerazione del 21,3% nel resto del mondo, penalizzato dalla diminuzione degli ordini in Asia. E ancora, un ebitda di 6,17 milioni contro i passati 7,42 milioni - pari al 9,2% dei ricavi - e un ebit di 4,34 milioni, ossia il 6,5% delle vendite rispetto al precedente 8,3%. Il risultato netto incassa un -21,3%m da 3,8 a 3 milioni.

 

L'outlook 2017/2018 sarà all'insegna di sinergie produttive e distributive, della messa a regime di The Bridge e dell'espansione internazionale di Piquadro.

 

Il fatturato, nelle aspettative di Palmieri, dovrebbe avvicinarsi a 100 milioni di euro e incrementarsi a tassi simili, se non superiori, a quelli dell'anno 2016/2017.

 

Sul piano della profittabilità, il management prevede un aumento dei margini industriali, «in costanza di un rapporto euro/dollaro allineato all’esercizio precedente». Sono in cantiere investimenti in ricerca, sviluppo e marketing.

 

Il cda proporrà alla prossima assemblea ordinaria, fissata in prima battuta per il 20 luglio e per il 21 in seconda, la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,04 euro per azione, calcolato sulle azioni in circolazione alla data odierna (50 milioni di azioni).

 

L’ammontare complessivo del dividendo proposto è di 2 milioni di euro. Dividendo che sarà posto in pagamento a partire dal 26 luglio.

 

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