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Un 2016 di consolidamento per Albini Group

Il Gruppo Albini, leader europeo nella produzione di tessuti per la camiceria, archivia il 2016 con un fatturato di 147,6 milioni di euro, circa in linea con il 2015 (148,5 milioni). La riorganizzazione della divisione filati ha permesso un +13% del business.

 

«La diversificazione dei rischi, geografica e di prodotto - spiega il presidente Silvio Albini - si è rivelata anche quest’anno vincente. Il mercato che ha dato più soddisfazione è stato quello statunitense, dove stanno prendendo sempre più piede nuovi business model basati sull’online e su forme di distribuzione innovative. Il segmento dei camiciai specializzati e della camicia su misura ha mostrato una buona tenuta. Tra i nostri brand, va segnalata la costante crescita di Thomas Mason e l’interesse sempre maggiore verso la collezione Albini donna».

 

Il gruppo, in questi giorni sotto i riflettori di Milano Unica, esporta oltre il 70% della propria produzione ma subisce gli effetti del rallentamento cinese negli acquisti dei grandi brand della moda. Inoltre nel menswear i consumatori hanno favorito le maglie alle camicie.

 

I risultati, come spiegano dall'azienda tessile, «si possono quindi considerare positivi, e consentono di guardare al futuro con moderata serenità, anche in virtù delle scelte strategiche intraprese da anni con una visione di lungo periodo». Fra queste, «estremamente apprezzata dai clienti e dal mercato», c'è il controllo diretto dell’intera filiera produttiva, dalla materia prima al tessuto finito (nella foto, da sinistra, Andrea, Fabio, Silvio e Stefano Albini).

 

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