giri di poltrone

Burberry: il cambio al vertice mette tutti d'accordo

L'ingresso di Marco Gobbetti in Burberry come ceo - ma non prima del 2017 - e la conseguente ridefinizione del ruolo di Christopher Bailey (confermato direttore creativo e nominato presidente), sono due mosse giudicate "pretty good" dagli esperti e dalla comunità finanziaria. E Bailey chiarisce: «Io e Gobbetti? Siamo entrambi "the boss"».

 

Dopo il commento di Luca Solca, managing director global luxury goods di Exane Bnp Paribas, il quale vede in questa evoluzione la premessa per una ripartenza del business, anche se non in tempi brevi (vedi fashionmagazine.it di ieri, 11 luglio), Helen Brand, analista presso UBS, affida le proprie considerazioni alle colonne del Financial Times. «Ritengo "abbastanza buona" la decisione della casa di moda - afferma - perché l'accoppiata Bailey e Gobbetti unisce l'esperienza nel lusso e il focus sull'operatività».

 

Il quotidiano ribadisce come gli investitori abbiano accolto la notizia positivamente. Non potrebbe essere altrimenti, visto che «le azioni della società hanno perso quasi un quinto del proprio valore durante la gestione Bailey».

 

Il designer inglese rivela al Financial Times di non sentirsi demansionato, anche perché sembra che il suo stipendio non verrà intaccato dal nuovo assetto: «Io e Gobbetti siamo entrambi "the boss" - puntualizza -. Facciamo parte del cda e siamo in una posizione paritaria. Non è sempre tutto bianco o tutto nero».

 

Di sicuro, il 45enne Christopher potrà alleggerirsi di compiti che non gli andavano a genio («Come presentare i risultati e avere a che fare con gli azionisti») e focalizzarsi su quello che più sa fare.

 

Intanto Gobbetti dovrà impegnarsi nell'implementazione del programma di taglio dei costi, nella valorizzazione dei prodotti instore, nella gestione del business ai tempi della Brexit e, in sintesi, in un rilancio dopo che la Cina, dove Burberry realizza il 40% delle vendite, ha trascinato i conti verso il basso.

 

Durante il suo mandato come amministratore delegato, Bailey ha preso alcune decisioni di rilievo, come l'unificazione dell'offerta in un'unica label, la riduzione dei fashion show a due l'anno in un'ottica "see now, buy now" e la cura dimagrante da 100 milioni di sterline per la fashion company. Ma non è riuscito a fare breccia presso gli investitori.

 

Ora la palla passa a Marco Gobbetti, mentre ci si chiede chi prenderà il posto lasciato vacante da Céline: il toto successori è pronto a partire (nella foto, la sfilata di Burberry lo scorso gennaio).

 

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