giro di vite per l'e-tailer cinese

JD.com: tolleranza zero verso i dipendenti corrotti

Tolleranza zero da parte di JD.com nei confronti dei "furbetti" in azienda. Come riporta il sito jingdaily.com, l'e-tailer da oltre 300 milioni di utenti, che tallona Alibaba nel mercato dell'e-commerce in Cina,  ha denunciato sul proprio corporate blog 16 casi interni di corruzione. In particolare, due impiegati nel settore logistico e uno nella finanza sono stati trattenuti dalla polizia.

Anche le divisioni moda e bellezza sono rimaste coinvolte: un manager sospettato di utilizzare le risorse aziendali a favore di una società esterna è stato prontamente licenziato e la stessa sorte è toccata a due addetti, colpevoli di aver trattato direttamente con brand e fornitori.

Sembra che ai nuovi assunti venga richiesto di firmare un documento in cui si impegnano esplicitamente a non cadere in comportamenti scorretti.

A metà agosto il gruppo ha pubblicato i risultati del secondo trimestre 2018, che evidenziano vendite nette pari a 18,5 miliardi di dollari: una cifra che, nonostante l'incremento di oltre il 31%, è risultata al di sotto delle stime degli analisti.

Inoltre, gli ingenti investimenti in tecnologia e logistica si sono tradotti in una perdita netta da operazioni continuative pari a 319 milioni di dollari, otto volte maggiore rispetto alle aspettative degli analisti.

Lo rivela bloomberg.com, che fa anche notare come, negli stessi giorni della pubblicazione del bilancio di JD.com, l'azionista di maggioranza Tencent abbia incassato il primo cedimento nei profitti dopo 13 anni (nella foto, un centro logistico di JD.com nell'immagine ripresa dall'account Instagram dell'azienda).

a.b.
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