Gobbetti resta fiducioso sulle strategie

Burberry stima un -30% delle vendite nel quarter

Anticipando l’update sulle vendite in agenda ad aprile, Burberry mette in allerta sulle vendite trimestrali. Nel quarto trimestre fiscale che termina il 30 marzo i ricavi retail a periodi comparabili dovrebbero subire una discesa del 30%, tenendo conto anche della chiusura di molti store nel mondo, con l’avanzare della pandemia. Al momento lo stop riguarda circa il 40% delle boutique gestite direttamente: una quota destinata a salire nei prossimi giorni.

«Rispetto all’aggiornamento di febbraio, l’effetto negativo del Covid-19 sulla domanda di lusso si è intensificato e ora sta colpendo l’industria in tutte le regioni», spiega il ceo di Burberry, Marco Gobbetti (nella foto).
Dal 24 gennaio gennaio, quando Burberry ha iniziato ad abbassare le saracinesche in Cina, il crollo dello shopping è stato tra il 40% e il 50% rispetto alle stesse settimane del 2019 e a periodi comoarabili, ma per le ultime settimane di marzo il gruppo stima una caduta delle vendite fra il 70% e l’80%.

Nella Cina Mainland invece la situazione sta migliorando con la riapertura della maggior parte dei negozi chiusi, e questo fa ben sperare, visto che Burberry ha un’esposizione maggiore nell’area rispetto ai competitor: circa il 40% secondo stime, rispetto al 30-35% della media.
Tuttavia restano inattivi il 60% degli store in Emeia e l’85% circa di quelli nelle Americhe.

L’iconico marchio britannico ora sta lavorando per contenere i costi, inclusa la negoziazione degli affitti e la riduzione delle spese discrezionali. Gobbetti ha comunque fiducia nella forza e nelle strategie del brand.

Poco dopo le 10 le azioni Burberry registrano un calo del 2,45% alla Borsa di londra, mentre l'indice Ftse 100 si muove poco sotto la parità.
e.f.
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