GUCCI +9% LIKE-FOR-LIKE, SAINT LAURENT +30%

Kering: nel Q3 ricavi in aumento double digit, trainati dall’Europa

Il mercato europeo traina i risultati di Kering nel terzo trimestre: i ricavi, pari a 5,1 miliardi di euro, crescono del 23% su base reported e del 14% su base comparabile. Sempre su base comparabile, l’incremento rispetto al Q3 del 2019 è del 28%.

In particolare, il canale dos progredisce del 19% su base comparabile. Tutte le aree geografiche di riferimento avanzano, con un ritmo particolarmente sostenuto in Europa occidentale (+74%, grazie anche ai turisti d’oltreoceano) e con un +31% in Giappone. Praticamente stabile (+1%) il Nord America, mentre l’Asia Pacifico mette a segno un +7%, nonostante le restrizioni in Cina mainland.

Il marchio ammiraglio Gucci totalizza 2,58 miliardi di euro, +18% su base reported e +9% su base comparabile, con un’analoga crescita del 9% nei directly operated store. Il wholesale si ferma al +2%. Anche in questo caso il Nord America è una medaglia a due facce: positivo per l’afflusso dei viaggiatori in Europa, ma meno dinamico in madrepatria. La performance in Cina mainland viene definita in un comunicato “mixed”. Il sito americano wwd.com fa notare che il risultato è lievemente inferiore alle stime degli analisti, che anziché un +9% si aspettavano un +10%.

A crescere di più è Yves Saint Laurent, con un giro d’affari è di 916 milioni di euro (+40% su base reported e +30% su base comparabile), un balzo del 38% su base comparabile nel canale dos, guidato da tutte le categorie di prodotto e un +13% su base comparabile nel wholesale. Più che raddoppiate le vendite in Europa occidentale, ma anche per le altre zone si parla di un incremento sostenuto.

437 milioni di euro è la cifra relativa a Bottega Veneta (+20% su base reported e +14% su base comparabile). I negozi a gestione diretta progrediscono del 20% su base comparabile, grazie all’ottima accoglienza delle creazioni firmate da Matthieu Blazy, soprattutto in Europa occidentale e Giappone. In calo del 5% il wholesale, nel contesto di una razionalizzazione di questo canale.

Le altre griffe, il cui fatturato complessivo è di 995 milioni di euro, segnano un +17% su base reported e un +13% su base comparabile, con Balenciaga e Alexander McQueen in pole position. Fa da locomotiva il canale dos con un +43% su base comparabile. Al contrario, il wholesale arretra del 25%. Brioni continua la sua ripresa e per Boucheron e Pomellato la performance vengono definite «molto buone». Quanto a Qeelin, «si è difeso bene nel complesso quadro della Cina».

Per finire, Kering Eyewear and Corporate registra un fatturato di 253 milioni di euro, di cui 246 milioni provenienti da Kering Eyewear (+23% su base comparabile). Alla crescita, su tutti i canali e in tutte le aree geografiche, contribuiscono in modo determinante Gucci e Cartier. In seguito all’integrazione di Lindberg, è stata completata l’acquisizione di Maui Jim.

Il chairman e ceo di Kering, François-Henri Pinault (nella foto), sottolinea la forza del gruppo e la focalizzazione sull’esclusività dei brand, la qualità della distribuzione e il rafforzamento sui mercati strategici. «In un contesto sempre più complesso - afferma - restiamo flessibili, per supportare la profittabilità e gli investimenti a lungo termine di tutti i nostri brand, a partire da Gucci. Come sempre, confidiamo nelle potenzialità e prospettive del gruppo».

 

 

a.b.
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