i risultati del primo trimestre

Salvatore Ferragamo: la Cina traina la ripresa dei ricavi e l'utile torna in pareggio

L'exploit della Cina è stato uno dei fattori determinanti alla ripresa delle vendite di Salvatore Ferragamo nel primo trimestre 2021, archiviato con un fatturato di 245 milioni di euro, in aumento del 10,3% rispetto ai 222 milioni dell'analogo periodo del 2020, fortemente penalizzato dalla pandemia.

Infatti in un'area strategica come l'Asia Pacifico - primo mercato per la griffe, che qui realizza più del 51% delle vendite e che ha messo a segno in questo mercato un +50,6% - i negozi diretti della Greater China hanno registrato un incremento del giro d'affari di oltre il 105% a tassi di cambio costanti, progredendo anche rispetto al primo quarter del 2019 (+6,1%).

In Cina gli store diretti hanno visto il sell out decollare di oltre il 128%, sempre a tassi costanti, portando la performance a un +39,4% sul primo trimestre di due anni fa.

Bene anche la Corea: sempre parlando di negozi diretti, la progressione è stata del +33,7% e del +25,4% sul gennaio-marzo 2019.

In arretramento invece il Giappone (-9,3%), ancora nella morsa del virus, con le conseguenti restrizioni.

Flette del 20,5% l'area Emea, ancora fortemente impattata dalle chiusure di punti vendita e dall'assenza di flussi turistici, in parte compensata dall'exploit del Nord America (+9,9%). In sofferenza invece il Centro e Sud America (-20,1%), con il Messico azzoppato da un lunghissimo lockdown.

A livello distributivo, al 31 marzo 2021 il network del gruppo guidato da Leonardo Ferragamo (nella foto) era formato da 390 dos e 248 monomarca operati da terzi (tpos) nei canali wholesale e travel retail, contando inoltre sulla presenza nei principali department store e specialty store multimarca di alta gamma.

I ricavi in quest'ambito sono stati stabili (-0,7% a cambi correnti), nonostante l'impasse del travel retail.

Passando al retail, il turnover consolidato è cresciuto del 17,2%, con un +14,7% a tassi e perimetro costanti.

L'incidenza sul fatturato del margine lordo, di 157 milioni di euro (+20,6%), è salita di 550 punti base, portandosi dal 58,7% al 64,2%, principalmente grazie a più vendite a prezzo pieno, al mix geografico favorevole per canali e prodotto e a minori accantonamenti per obsolescenza. 

Il risultato operativo lordo (ebitda), pari a 48 milioni di euro, ha registrato un balzo dai precedenti 12 milioni. 7 milioni è la cifra relativa al risultato operativo (ebit), che prima segnava -36 milioni.

Sostanzialmente in pareggio (-0,6 milioni) l'utile netto, dalla perdita di 41 milioni dell'analogo periodo 2020.

La posizione finanziaria netta (al netto dell'effetto dell'Ifrs16) evidenzia una liquidità netta di 169 milioni di euro, dai passati 123 milioni.

Infine, gli investimenti ammontano a 6 milioni di euro (+12,6%), con un focus sulla rete di negozi e il digitale.

Nessun outlook sul fiscal year, in un quadro volatile, anche se in fase di progressivo recupero. «Non si ritiene di fornire previsioni dettagliate relative alle performance nei vari mercati per l'esercizio in corso - si legge in una nota - mentre si conferma l'impegno allo sviluppo dei ricavi nei canali a più alto potenziale e alla razionalizzazione dei costi».


a.b.
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