I sindacati proclamano tre giorni di sciopero

Corneliani: chiesto il concordato preventivo

Tempi difficili per la Corneliani. Dopo un 2019 in salita e un 2020 appesantito dagli effetti economico-finanziari derivati dalla pandemia, il consiglio di amministrazione dell'azienda, impegnato in un piano di riorganizzazione industriale partito lo scorso anno, ha deciso di presentare domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo. Apprensione tra i lavoratori: i sindacati proclamano tre giorni di sciopero, a partire da oggi 17 giugno. 

Una breve nota spiega che l'azienda, «il cui mercato è stato profondamente colpito dall'emergenza sanitaria a livello mondiale, è stata colta dagli eventi in un delicato momento di trasformazione e ritiene che questo sia il modo più adeguato per salvaguardare i valori aziendali, in termini di manodopera e capacità industriale del gruppo».

Il management, guidato dallo scorso dicembre dall'a.d. Giorgio Brandazza, con l'ausilio degli advisor, è al lavoro per valutare ogni possibile soluzione alla crisi, «in un particolare momento storico di rinnovata fiducia dei consumatori per i prodotti italiani di qualità, legati indissolubilmente al loro territorio, dove sono cresciute e si sono formate maestranze apprezzate e riconosciute in tutto il mondo».

Dal 2016 Corneliani è controllata da Investcorp, fondo con sede in Bahrain che ha acquisito il 51% delle quote.

Ieri, 16 giugno, Brandazza ha incontrato i rappresentanti dei sindacati di categoria Filctem CgilFemca Cisl Uiltec Uil e le Rsu. Un confronto che, come scrive la Gazzetta di Mantova, «arriva nel secondo giorno di chiusura dell'attività produttiva e dei servizi (con i lavoratori di nuovo in cassa integrazione Covid per l'intera settimana) e all'indomani dell'aumento del capitale sociale di 5,5 milioni di euro da parte del fondo Investcorp, non sottoscritto dalla famiglia Corneliani che ha visto diluirsi le sue quote dal 48,6 al 13,4%».

Tra fine 2019 e inizio 2020 CristianoCorrado Stefano Corneliani, avevano avviato una causa contro Investcorp, accusata di avere provocato la crisi dell'azienda. Ma in gennaio il Tribunale di Brescia aveva respinto il ricorso.

La realtà mantovana, che ha archiviato il 2018 con 12 milioni di euro di perdite e un giro di affari di quasi 108 milioni (-2,7% rispetto al 2017), lo scorso novembre aveva firmato un patto con i sindacati articolato in otto punti, per il rilancio dell'azienda a fronte delle difficoltà finanziarie.

Tra le decisioni, la sospensione temporanea di qualsiasi azione unilaterale, dopo che la storica realtà del menswear aveva prospettato 130 esuberi nel 2020, dei 454 dipendenti mantovani.

Ma ora cresce la preoccupazione tra i lavoratori i quali, secondo i notiziari locali, temono di non sapere quale sia la vera situazione societaria, quali saranno gli effettivi investimenti per il rilancio dell'azienda, se la produzione verrà riavviata e quali manovre saranno prese a loro tutela. Per questo da oggi scattano tre giorni di mobilitazione generale e sciopero.  

c.me.
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