Il 3 giugno mobilitazione dei lavoratori

Roberto Cavalli: sul trasloco a Milano niente accordo fra proprietà e sindacati

Nessun passo avanti fra la maison Roberto Cavalli e i sindacati Femca-Cisl e Filctem-Cgil. All'incontro svoltosi venerdì 22 maggio a Firenze, incentrato sullo spostamento a Milano dei 170 lavoratori della sede di Sesto Fiorentino, ciascuna delle parti ha mantenuto le proprie posizioni. L'azienda inoltre non ha presentato il piano industriale auspicato dai sindacati.

Così all'assemblea di oggi i dipendenti hanno deciso di dare il via a un'iniziativa di mobilitazione in vista del prossimo incontro tra l'azienda - dal novembre 2019 rilevata dal magnate arabo Hussain Sajwani, fondatore del gruppo di real estate Damac - e i sindacati, programmato per il 3 giugno nella sede locale di Confindustria.

Come riporta rainews.it, il sindaco di Firenze Dario Nardella ha giudicato «meschina la decisione della nuova proprietà di portare via la casa di moda da Firenze, perché vuol dire togliere le radici, l'identità all'azienda». «È vergognoso - ha commentato -. Per i lavoratori è un licenziamento mascherato».

«Riteniamo sbagliata nei metodi e priva di ragioni tecniche ed economiche la decisione della proprietà della Roberto Cavalli. Una scelta maturata nel pieno dell'emergenza coronavirus e confermata da una lettera inviata alle lavoratrici e lavoratori nella giornata di ieri. Per questo rivolgiamo a loro la solidarietà e richiamiamo la proprietà a una corretta dialettica».

A dirlo è la vice capogruppo del Pd in Regione, Monia Monni, insieme a Serena Spinelli (del movimento 2020 a Sinistra) e Tommaso Fattori (di Sì Toscana a Sinistra), firmatari di una mozione appena depositata in cui, nell'esprimere solidarietà ai lavoratori dello stabilimento di Sesto Fiorentino, impegnano la Giunta a vigilare l'evoluzione della situazione, attraverso la riconvocazione urgente del tavolo di crisi con le rappresentanze sindacali.

e.f.
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