focus su omnichannel e travel retail in cina

Aeffe: fatturato in flessione ma migliora l'indebitamento

Il Gruppo Aeffe archivia il 2020 con un giro d'affari pari a 269,1 milioni di euro, rispetto ai precedenti 351,4 milioni (-23,3% a tassi di cambio costanti, -23,4% a cambi correnti).

I ricavi della divisione prêt-à-porter hanno totalizzato 197,4 milioni (-24,6% a cambi costanti). Più contenuta la flessione di calzature e pelletteria, il cui fatturato si è attestato a 107,4 milioni (-16,2%).

Tra le aree geografiche più penalizzate dalla pandemia spiccano l'America, che ha visto le vendite scivolare da 17,6 a poco più di 11 milioni di euro (-36,2% a cambi costanti), e l'Asia/resto del mondo, scesa da 86 a 53,5 milioni (-37,6%): nel Far East si sono fatti sentire gli effetti delle limitazioni nella circolazione delle persone per contenere il virus, mentre il Middle East è stato meno penalizzato. La Greater China è arretrata del 35%, ma ha recuperato nell'ultimo quarter.

Si è difesa bene l'Europa, escluso il nostro Paese, che si è limitata a un -4,9%, portandosi da 86,9 a 82,6 milioni, grazie alle performance registrate in Germania ed Europa orientale. Note dolenti in Italia, passata da 160,8 a 121,8 milioni, con una riduzione del 24,2%.

Passando ai canali distributivi, il wholesale (che rappresenta il 72,5% del business) ha risentito di un -19,9% a cambi costanti.

Flessione del 32,2% per i negozi a gestione diretta, con una punta del -39,4% nel quarto trimestre, in seguito ai nuovi lockdown e restrizioni.

I ricavi per royalties, che rappresentano il 3,9% del fatturato consolidato, hanno riportato un decremento del 23,5%.

L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dell'effetto Ifrs 16, è stato di 141 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 148,7 milioni di fine settembre 2020, «grazie all'efficiente gestione del capitale circolante», come specifica una nota, che riporta anche il dato di fine dicembre 2019, pari a 135,2 milioni. Al 31 dicembre 2020, al netto dell'effetto Ifrs 16, la cifra è scesa a 52,8 milioni.

«Nonostante moda e lusso siano stati tra i settori più colpiti dalla pandemia - commenta Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe - il fatturato dell'esercizio 2020 evidenzia una buona resilienza dei nostri brand (tra cui Alberta Ferretti, Philosophy di Lorenzo Serafini, Moschino e Pollini, ndr) rispetto al mercato di riferimento».

Ferretti si dice «soddisfatto delle strategie adottate nel marketing digitale e nella distribuzione omnichannel, con ottimi risultati sui nostri canali online, che hanno parzialmente compensato le perdite derivanti dalle restrizioni e chiusure su scala globale».

«A livello gestionale - aggiunge - il management team ha sviluppato iniziative volte all'efficace controllo del circolante, con benefici in termini di miglioramento dell'indebitamento».

«Guardando ai prossimi mesi - conclude - intravediamo segnali di ripresa in diversi mercati, soprattutto nell'area della Greater China, dove stiamo potenziando la struttura commerciale con un nuovo progetto di travel retail domestico». Progetto che, come anticipa wwd.com, mette al centro Moschino, che ha già aperto un duty-free shop a Sanya con un partner cinese, cui ne seguirà a breve un altro nella stessa città. Entro fine 2021 ne verranno avviati ulteriori tre in altre località del Paese asiatico.

Nella foto, la FW 21/22 di Moschino
a.b.
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