Il bilancio preconsuntivo 2019

La filatura italiana torna a soffrire. In positivo solo il comparto liniero

La filatura italiana archivia un 2019 poco soddisfacente, dopo due anni moderatamente favorevoli. In base alle elaborazioni preliminari effettuate dal Centro Studi di Confindustria Moda per Smi si stima un calo del 5,8% del fatturato totale rispetto al 2018, pari a 2.760 milioni di euro. In area negativa anche valore della produzione (-5,4%), export e import.

 

A vivere mesi difficili sono state la filatura laniera, che copre l'80% del turnover, e la filatura cotoniera, mentre fa eccezione il comparto liniero, per il quale si conferma il trend positivo del 2018.

 

Il settore, tra l'altro, non sembra essere stato avvantaggiato dell’indebolimento che ha interessato le quotazioni della materia prima nel corso del 2019, mentre era stato afflitto dai rincari del 2018.

 

Sul fronte export la filatura nel suo complesso cala del 4,9%, rispetto al +2,9% dell'anno precedente per un totale di 806 milioni di euro, mentre l'import (857 milioni) dovrebbe registrare un decremento del 3,1%. Il saldo commerciale si conferma negativo a 50 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai -36 milioni del 2018.

 

Scendendo nel dettaglio del commercio estero, i dati Istat relativi ai primi dieci mesi del 2019 confermano l'inversione di tendenza rispetto al 2018, con una flessione delle vendite estere del 4,2%, per un totale di 704 milioni di euro.

 

In particolare i filati in cotone perdono l'8,2%, i filati in lana pettinati e i misti chimico/lana cedono rispettivamente il 7% e il 13,8% e i prodotti per aguglieria frenano al -0,6%. Best performer sono i linieri, che guadagnano il 19,4% e i lanieri cardati (+2,6%).

 

Per quanto riguarda in particolare le vendite oltreconfine di filati cardati (165 milioni di euro in totale), da gennaio a ottobre 2019 Hong Kong si conferma il primo cliente e dopo due anni di calo torna a essere interessato da una dinamica favorevole pari al +2,3%, assorbendo così il 16,9% dei flussi totali. Al secondo posto troviamo il Regno Unito, con un incremento delle vendite dall'Italia pari al +6,3% e una quota del 16,8%, seguito dalla Cina (+5,7%), con uno share dell’8,4% sul totale.

 

L'export di filati di lana e pettinati (229 milioni di euro), vede invece arretrare Hong Kong -14,3%, che comunque è al primo posto tra i mercati di destinazione e che vale una pecentuale del 3,2% totale. La Romania, seconda, presenta invece un aumento pari al +3,3%. Al terzo posto si attesta la Cina, con un timido +1,4%. La Francia, quinta, fa un balzo double digit del 14,8%.

 

Nella foto, proposte di Cariaggi per la Spring-Summer 2021

c.me.
stats