il cda approva la semestrale

Salvatore Ferragamo: ebit -74 milioni, utile -86 milioni ma in estate crescono Cina, Corea e digitale

Il cda di Salvatore Ferragamo ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno scorso. A fronte di ricavi praticamente dimezzati (-46,6%), scesi dai 705 milioni di euro dell'analogo periodo di un anno fa agli attuali 377 milioni, l'ebitda è franato dell'83,9%, a 30 milioni, mentre l'ebit è di -74 milioni, rispetto ai +94 milioni del gennaio-giugno 2019.

Se un anno fa l'utile netto del semestre era di 60 milioni, ora si parla di -86 milioni, mentre la posizione finanziaria netta adjusted si attesta su una liquidità netta di 58 milioni, dai passati 141 milioni.

Tornando al fatturato, il secondo trimestre, in piena emergenza da Covid-19, è stato il più duro, con un -60,1% a tassi di cambio correnti e un -59,4% a cambi costanti. Al 30 giugno la rete distributiva, composta da 643 negozi, poteva contare su 389 punti vendita diretti e 254 monomarca operati da terzi nei canali wholesale e travel retail, oltre che sulla presenza nei principali department e specialty store di alto livello.

Il canale retail ha incassato un -41% di turnover a tassi correnti e un analogo calo su base like-for-like. Nel secondo quarter, in particolare, la contrazione è stata del 51,2% e del 51% su base like-for-like.

Brutte notizie, come si può immaginare, anche per il wholesale, con un -56,4%, che è diventato addirittura un -75,7% nel secondo trimestre.

L'Asia Pacifico, primo mercato del gruppo con il 44% del giro d'affari complessivo, ha visto a livello di vendite un -39,9%, con un recupero a -35,3% nel secondo trimestre, grazie alla performance positiva dei negozi diretti in Cina Continentale (+11,6% a tassi costanti). Addirittura i dos della Corea del Sud sono cresciuti nell'arco di tutto il primo semestre.

Le prolungate chiusure degli store hanno impattato sul Giappone, con un -37,4% sui sei mesi e un -56,1% a cambi correnti nel secondo trimestre.

Un arretramento del 51,7% si è registrato da gennaio a giugno in area Emea, con uno scivolone del 71,9% a tassi costanti nel secondo quarter.

In Nord America si segnala un -54,4% sui sei mesi, ma la situazione più critica è quella del secondo trimestre, -81,1%.

Il margine lordo semestrale si è ridotto del 50,5%, totalizzando 226 milioni di euro, con un indice sul fatturato diminuito di 480 punti base, passando dal 64,8% al 60%.

I costi operativi sono scesi di oltre il 17%, portandosi a 300 milioni, viste le azioni di contenimento su tutte le componenti di spesa operativa.

Da segnalare, tra gli investimenti, quello sul digitale per lo sviluppo del canale e-commerce, con il lancio del nuovo sito web a fine aprile.




A cura della redazione
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