Il ceo Roselli annuncia la nuova licenza

La Martina: con Principe il mondo delle borse si amplia e trova casa in via Gesù

Si apre un nuovo capitolo per il mondo delle borse firmato La Martina. Il brand ha appena siglato una licenza con l’azienda Principe di Varese, che dedica alla collezione di accessori sviluppata per il brand una showroom ad hoc, in via Gesù. La label che gravita nell’universo del polo lancia anche una colab con Pininfarina e continua a investire nel digital, puntando a coinvolgere sempre più tutti i propri partner.

 

Come racconta Enrico Roselli, ceo Europe di La Martina, «la sfera degli accessori è strategica per una realtà come la nostra, legata al mondo delle selle e degli stivali. Dopo la chiusura della licenza con Compagnia delle Pelli abbiamo portato avanti il business da soli per alcune stagioni, in attesa di trovare il partner giusto. Cercavamo un’azienda seria e strutturata, con una capacità di sviluppo di prodotto e possibilità di sourcing differenziato, a seconda del tipo di articoli: una realtà di stampo famigliare e non legata a un fondo di investimento e quindi con un approccio speculativo».

 

Il percorso di ricerca ha portato a Principe, azienda storica di Varese nata nel 1955, con un fatturato di 16 milioni di euro e licenze attive con Cerruti 1881 e Automobili Lamborghini: «Abbiamo un importante presidio a Milano nella showroom di via Gesù - chiarisce il brand manager Alessandro Maroni - che ora si amplia con lo spazio dedicato a La Martina. Inoltre abbiamo una sede a Hong Kong per lo sviluppo del business e il coordinamento delle attività produttive».

 

«Si tratta di una liaison che ci consentirà di ampliare non solo i volumi ma anche la percezione del brand e la visibilità sui mercati, con l’apertura di nuovi canali», spiega Roselli.

 

«Con Principe, chiarisce, «nasce una proposta ampia e trasversale, frutto di un lavoro che va in profondità nel prodotto ma anche di una strategia di ribilanciamento della struttura delle collezione, con un potenziamento della proposta uomo, dal momento che il marchio è percepito principalmente come maschile nella maggior parte dei settori».

 

Oggi la donna copre l’80% del turnover dell’offerta di borse, ma l’obiettivo è arrivare a un fifty/fifty tra côté maschile e femminile. In parallelo c’è una grande scommessa sulla parte del viaggio, che porterà a uno sviluppo nel travel retail.

 

L’offerta sarà trasversale, con una parte urban, una proposta sportiva, una serie elegante premium e un range di prezzi che parte dagli 89 euro per arrivare ai 599 euro. Un’offerta che troverà posto nei negozi specializzati e nei canali di La Martina.

 

Oltre alla licenza delle borse, il brand ha un’intesa di lunga data (nata nel 2006) con l’azienda marchigiana Giano, di cui copre con la sua offerta di scarpe il 40% su un fatturato di 13 milioni di euro. Una realtà che oggi ha all’attivo anche la licenza per le calzature di Harmont & Blaine e la joint venture per il footwear di Woolrich. Altre liaison attive sono quelle con Italart Co. per i profumi e con Gold Par per il childrenswear.

 

Tra le scommesse per il prossimo anno c’è la capsule con Pininfarina, annuncia Roselli: «Un’offerta di articoli in vendita nella parte alta dei nostri canali ispirata al mondo del polo e della neve, che nasce con il coinvolgimento di Principe e di Giano, forte di una proposta di articoli in sintonia con i canoni estetici del mondo di Pininfarina ma con contenuti tecnici che consentano performance legate al mondo del freddo».

 

Intanto si ampliano gli investimenti sul fronte digital, che da anni rappresenta per il ceo Europe della griffe una sfida prioritaria: «L’obiettivo è creare un network di collaborazioni a tutti i livelli grazie a una piattaforma da cui consentire l’accesso diretto ai nostri referenti, licenziatari, agenti e distributori e monomarca, ognuno per la sua competenza. Vuol dire produrre contenuti che a tutti i livelli possano essere diffusi perché ognuno ne faccia uso».

 

Ci interessa diventare sempre più una sorta di contenitore di brand, immagine, video, foto, storie, da cui ognuno possa attingere: ciò significa investire sulla piattaforma e-commerce per poterla integrare con i partner licenziatari e con il retail, investire sulla piattaforma B2B di raccolta ordini, su quella relativa alla gestione dei contenuti multimediali e sul Crm. Un investimento pazzesco, che ha senso solo se messo a disposizione di tutti», conclude l’executive.

 

Intanto prosegue la ricerca di una location adeguata per il re-opening del monomarca a Milano: «Vogliamo inaugurare uno store che abbia una funzione esperienziale e non solo di vendita, come è stato con il pop up aperto a Milano in corso Venezia lo scorso autunno. Vogliamo essere in una zona di pregio, ma non centrale, con una showroom attigua dove poter accogliere anche i nostri partner e amici».

c.me.
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