il ceo sovernigo racconta questo e altri progetti

Per Mcs nell'era Nemesis al via il primo monomarca estero a Lugano

La presenza alla recente edizione di Pitti 100 è stata per Mcs qualcosa di più di un segnale di fiducia per la ripartenza. Infatti il marchio, che in origine si chiamava Marlboro Classics e affonda le radici negli anni Settanta, ha da pochi mesi un nuovo proprietario, la famiglia Sovernigo, attraverso la società Nemesis, con sede legale a Milano e operativa a Montebelluna.

Torna così italiano il brand dell'iconico rider, sinonimo di uno stile autentico e con una storia da raccontare, che ha vissuto parecchi passaggi di mano fino ad approdare nel 2013 a Emerisque Group, rischiando di finire nell'oblio dopo il fallimento della società inglese. 

Ma la famiglia Sovernigo, già licenziataria della label dal 2018, ha ripreso in mano il destino di Mcs acquisendolo a livello mondiale, Cina esclusa: un'operazione annunciata ufficialmente pochi mesi fa, ma maturata durante l'anno della pandemia. 

«Non ci siamo fatti scoraggiare da questa concomitanza, lavorando in squadra al rilancio, e ora eccoci a Pitti - esordisce il ceo Gianfranco Sovernigo - con una collezione ricca e completa in cui l'heritage è tangibile, ma valorizzato da nuovi dettagli, grafiche, materiali e vestibilità, che possono piacere anche a un pubblico più giovane di quello abituale, la cui età è compresa tra i 35 e i 55 anni. Sono capi fatti per durare e questo è il primo pilastro della sostenibilità».

Un tempo molto esposto sul retail, ora Mcs conta in Italia su circa 120 door nel wholesale, con l'obiettivo di salire in poco tempo a 200. A presidiare il retail sono rimasti 11 monomarca, tutti sul territorio nazionale, «ma proprio in questi giorni apriamo un punto vendita di circa 150 metri quadri a Lugano», informa Sovernigo. Il primo passo per una più articolata strategia retail.

La collezione è disegnata e sviluppata nel nostro Paese, centrale anche per la produzione, che in parte si svolge anche in Turchia e Tunisia. «Siamo radicati nel bacino del mediterraneo - sottolinea l'a.d. - e in cima alle aree di riferimento non può che esserci l'Europa, un grande mercato di valore, da preservare e su cui investire. Oltre all'Italia, sono Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Grecia e Portogallo, quest'ultimo in fase di approccio, i nostri Paesi d'elezione, insieme al Nord Europa».

Complici le performance positive dell'e-commerce, lanciato un anno fa, «gli Usa ci stanno dando un buon riscontro, che francamente non ci aspettavamo - conclude l'imprenditore e manager -. Le vendite online servono anche a questo, fidelizzare la clientela ad ampio raggio, anche se il core restano i negozi fisici».



a.b.
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