IL FATTURATO TESSILE MODA CRESCE DEL 2,1%

Claudio Marenzi: «2018 positivo, ma il 2019 sarà un anno flat»

Secondo le stime del Centro Studi di Confindustria Moda-Liuc, il fatturato del settore tessile-moda italiano nel 2018 archivia una crescita del 2,1%, passando a 55,2 miliardi di euro e guadagnando oltre 1,13 miliardi rispetto al consuntivo 2017.

«Un anno positivo, grazie soprattutto alle performance dei mercati extra-Ue, mentre quelli europei hanno subito un rallentamento», ha sintetizzato questa mattina (7 maggio) Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine e Confindustria Moda, in occasione della consueta conferenza stampa di presentazione della prossima edizione di Pitti Uomo.

Meno dinamico delle attese, (+2,8% rispetto al +3,5% dell'anno precedente), il commercio con l'estero: dal punto di vista geografico, se l'export comunitario ha subito una battuta d'arresto pari al -0,1%, quello destinato alle aree extra-Ue ha segnato invece un +6,4%.

In particolare, segnali incoraggianti sono venuti dagli Stati Uniti (+3,1%), dalla Cina (+23,6%) e dalla Corea del Sud (+11,3%). In ripresa Giappone (+7%), in flessione la Russia (-0,4%). Prosegue il trend favorevole del Regno Unito (+6,3%), positiva la Francia (+1,6%).

Preoccupa invece l'andamento di un key market come la Germania (insieme alla Francia il primo Paese di sbocco del tessile-moda italiano), in frenata dello 0,7%, come la Spagna, che arretra del 2,2%.

Guardando alla congiuntura del primo trimestre 2019, l'indagine campionaria Smi mostra un fatturato del tessile-moda in flessione del 2,8%.

Sulla base delle elaborazioni effettuate sui dati di fonte interna aziendale (pur ancora provvisorie e soggette a possili rettifiche), a livello di macro-comparto, il tessile presenta un calo trimestrale pari a -0,7% e il “valle” cede un -4,0%.

I risultati peggiori sono da attribuire al mercato interno (-6,6%), mentre quello estero è rimasto, pur debolmente, positivo, facendo registrare un +0,9%.

a.t.
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