Il focus sarà sul wholesale

Tutto nuovo per Blumarine: dopo lo stilista, anche distribuzione e management

Oltre al nuovo stilista (Nicola Brognano), Marco Marchi è riuscito a concentrare nel giro di pochi giorni tutta una serie di novità intorno al marchio Blumarine, che ha da poco acquisito, gettando le basi di una strategia di rilancio.

Il cambio stilistico alla guida della griffe resta la novità principale, dopo l'uscita della famiglia Tarabini, e proprio stasera (23 settembre) Brognano presenterà con una sfilata fisica la nuova collezione primavera-estate 2021 (nella foto una preview).

«Blumarine - ha anticipato a fashionmagazine.it Marchi parlando della collezione - ha mantenuto il suo dna. Nicola con il suo lavoro ha rispettato appieno lo stile distintivo e unico del marchio, che ora ha un'immagine più chiara e soprattutto più contemporanea. Si vede che la collezione è disegnata da uno stilista 29enne».



Con le nuove proposte Marchi sta provando senza mezze misure a cambiare le regole del gioco: per la prima volta nella storia dell'azienda, infatti, la distribuzione non sarà gestita internamente, ma affidata alla showroom multimarca di Riccardo Grassi.

«Abbiamo decido di concentrarci sul wholesale - spiega - che è una delle nostre priorità in questo momento, insieme all’e-commerce e ai canali social che abbiamo appena rilanciato. A livello commerciale il marchio ha bisogno di essere  visto in luoghi diversi rispetto al passato».

«Per attuare un cambiamento del genere - commenta l'imprenditore, fondatore di Liu Jo - era necessario passare attraverso percorsi diversi dal passato. La collezione avrà due anime e sarà suddivisa in main e look sfilata, ma abbiamo deciso di concentrare in un unico momento la campagna vendita, che inizia il 24 settembre, subito dopo il fashion show».

Novità inoltre sul fronte management di Blumarine, con la decisione di Marchi di non assumere il ruolo di ceo e di chiamare un manager esterno per questo incarico: «Continuerò a occuparmi del brand e della strategia in quanto azionista, ma c'era bisogno di una figura che fosse pienamente operativa».

an.bi.
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