IL FONDO USA DIVENTA SOCIO DI MINORANZA

Carlyle guida un round da 263 milioni per far crescere il tessile ecosostenibile di Spiber

Carlyle Group investe nell’innovazione tessile. Il fondo statunitense ha guidato l’ultimo round di finanziamento di Spiber, società giapponese specializzata nella produzione e nello sviluppo di biomateriali tessili di nuova generazione.

La realtà nipponica ha raccolto un totale di 34,4 miliardi di yen (263,5 milioni di euro), grazie anche a nuovi investitori come, tra gli altri, Baillie Gifford Fidelity.

Di questa somma, 24,4 miliardi di yen (186,9 milioni di euro, il 71% del capitale totale) provengono dalle tasche di Carlyle, che diventa socio di minoranza della società e avrà un posto a sedere nel cda. 

Il finanziamento permetterà a Spiber – che con l'operazione è stata valutata circa 135 miliardi di yen - di rafforzare la sua infrastruttura, facendo crescere il team e la produzione.

Solo qualche mese fa, a marzo, Carlyle aveva stretto un accordo per acquisire la maggioranza di End., rivenditore britannico di abbigliamento sportivo e streetwear di alta gamma.

Un investimento che rientra nella strategia globale di lungo periodo del fondo nel settore consumer, dove la società di private equity ha investito, a oggi, oltre 20 miliardi di dollari. 

Tra i recenti disinvestimenti figurano i marchi Golden Goose, ceduto circa un anno fa al fondo Permira per circa 1,3 miliardi di euro (valeva 400 milioni al suo ingresso) e Supreme, venduto lo scorso autunno al gruppo americano dell’abbigliamento Vf Corporation per 2,1 miliardi di dollari, quasi 1,8 miliardi di euro (nel 2017, quando il private equity americano aveva comprato il 50%, la valutazione era di circa un miliardo di dollari).

Quanto a Spiber, la società è stata fondata nel 2007 e ha sede a Yamagata, in Giappone, conta un team di oltre 230 persone e ha collaborato con aziende di moda come The North Face e Yuima Nazakato (nella foto). 

Il prodotto principale sviluppato da Spiber, Brewed Protein, è una soluzione proteica sintetica a base biologica, biodegradabile e animal free. Può essere usata come sostituto di cashmere, lana, pelliccia, pelle, seta e altri materiali a base di animali/petrolio, e offre importanti benefici per la tutela dell’ambiente.

Spiber ha uno stabilimento di produzione nel Paese del Sol Levante e ne ha aperto un secondo in Thailandia lo scorso marzo. Entro il 2023 si rafforzerà anche negli Stati Uniti, dove ha già una sede nel Delaware.

a.t.
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