il gruppo torna alla famiglia fondatrice

Canepa: Michele Canepa prende il controllo dell'azienda

Dopo mesi sulle spine, si vede uno spiraglio di luce per il Gruppo Canepa: Michele Canepa, imprenditore noto e stimato nel distretto comasco, riprende le redini dell'azienda tessile, presieduta dalla sorella Elisabetta Canepa, dopo che negli anni Novanta era uscito dalla società.

In termini tecnici, Immobiliare Seta S.r.l. (controllata al 67% dal Fondo IDeA CCR II, che aveva acquisito la maggioranza nel giugno 2018) ha perfezionato la cessione della totalità delle quote della controllata Canepa Holding S.r.l. a una cordata rappresentata dalla società immobiliare di real estate Taroni RE, in capo allo stesso Michele Canepa, insieme a Maurizio Ceriani. Quest'ultimo deterrà una quota di minoranza in Canepa.

Lo scorso dicembre il Tribunale Fallimentare di Como aveva concesso a Canepa un concordato preventivo in bianco, con sei mesi di tempo per depositare un piano concordatario o, se questo non fosse avvenuto, dichiarare il fallimento.

A distanza di circa quattro mesi si è arrivati alla soluzione: un ritorno alle origini, visto che il padre e la madre di Michele ed Elisabetta Canepa hanno fondato l'azienda nel 1967 e Michele ci ha lavorato fino a fine anni Novanta, quando ha deciso di rilevare Taroni, un nome a sua volta legato al distretto serico lariano e con una storia risalente a fine Ottocento.

L'imprenditore si è detto emozionato per questo ritorno. «Ho proseguito attraverso Taroni la tradizione della famiglia nella tessitura - ha affermato - ma tornare oggi per rilanciare Canepa, azienda che dal 1968 ha visto partecipi me e mia sorella Elisabetta a fianco dei nostri genitori, è straordinario».

«Ho sentito il dovere di fare questo passo - ha aggiunto - per cercare di tutelare il lavoro di tanti collaboratori, molti dei quali avevo a suo tempo assunto io stesso. Taroni e Canepa sono oggi due realtà tra loro complementari, con una grande competenza progettuale, una spiccata creatività e preziosi archivi storici. Io e Maurizio Ceriani vogliamo riportare il gruppo al prestigio degli anni passati, rafforzando l'offerta di prodotti di alta qualità».

Una sfida non da poco, visto che l'indebitamento nei confronti di banche, dipendenti e fornitori del gruppo è consistente e che già nel 2017 il fatturato era scivolato da 106 a 85 milioni di euro.

Va precisato che Taroni Spa - che continuerà a essere guidata da Michele Canepa - non ha alcun coinvolgimento nell'attuale operazione finanziaria, «a cui hanno lavorato intensamente gli azionisti in questi ultimi mesi - conclude l'imprenditore - puntando a evitare frammentazioni dell’azienda: un obiettivo raggiunto».

Come ricorda La Provincia di Como, solo negli stabilimenti di San Fermo e Cavallasca ci sono 400 dipendenti, mentre se si considera anche la Tessitura del Salento di Melpignano (Lecce) si sale a 700.

Secondo quanto comunicano i sindacati, in Regione è stata siglata la prosecuzione della cassa integrazione fino a metà settembre. I licenziamenti programmati per metà aprile, 105 al netto delle uscite volontarie di questi mesi, sono stati rimandati, in vista del piano di rilancio.

 

a.b.
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