Il titolo del Felino recupera da marzo

Artémis, holding dei Pinault, lima la partecipazione in Puma

La holding della famiglia Pinault, Artémis, riduce la sua quota in Puma attraverso le obbligazioni convertibili. Non si tratta però di una vendita diretta di azioni. Come riporta Reuters, ieri sono stati venduti 500 milioni di euro di obbligazioni zero coupon con scadenza nel 2025, che possono essere scambiate con parte della partecipazione della famiglia Pinault nel gruppo tedesco dello sportswear (29% la quota di possesso del capitale, che in seguito dovrebbe scendere al 25%).

Un'operazione che alcuni vedono come un modo per disinvestire a premio: una vendita di azioni diretta sarebbe probabilmente avvenuta a prezzi inferiori, mentre in questo caso il prezzo di cambio è fissato superiore del 36% rispetto alle quotazioni attuali.

In caso di rally del titolo sopra quella quota si avrà un guadagno dalla conversione, ma sottintende che il mercato creda in un forte recupero di Puma nel post-pandemia.

In realtà il titolo sta già via via recuperando, dal minimo poco sopra i 42 euro toccato in marzo alla Borsa di Francoforte. In mattinata è scambiato sopra i 68 euro per azione, in rialzo di quasi un punto percentuale rispetto alla seduta di ieri.  

Fondata nel 1992 dall'imprenditore francese François Pinault, Artemis investe in vari settori, come le imbarcazioni di lusso Ponant, la casa d'aste Christie's e i vini Château Latour. Ma soprattutto custodisce la quota di controllo (quasi il 41%, come emerge dal sito ufficiale) di Kering, il gruppo proprietario di marchi come Gucci, Yves Saint Laurent e Bottega Veneta e, fino al 2018, Puma.

Nello stesso parte delle quote del Felino sono state cedute per focalizzarsi sul lusso, ma in portafoglio è rimasto un pacchetto di quasi il 16%. Lo scorso settembre anche Kering ha emesso un bond convertibile che scade nel 2022, dove le azioni rappresentano una quota tra il 3,5% e il 3,7% del capitale di Puma.

e.f.
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