Il titolo sale di oltre il 20% a Londra

Asos: gli utili annuali accusano un -68%, ma Beighton rassicura

Gli utili ante-imposte dell’e-commerce britannico Asos scendono a 33,1 milioni di sterline, dai 102 milioni di un anno prima.

Un dato in linea con le attese della società, che alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre aveva stimato un valore fra 30 e 35 milioni. Sulla flessione impattano, in particolare, gli investimenti nella logistica e nell’implementazione dei magazzini.

Nell’esercizio terminato il 31 agosto Asos ha totalizzato 2,73 miliardi di sterline di ricavi, in aumento del 13% rispetto al fiscal year precedente (+12% a cambi costanti). La performance beneficia del +15% realizzato sul mercato domestico, del +12% delle vendite in Europa, del +9% negli Stati Uniti e del +12% nel resto del mondo. Il gross margin annuale è sceso invece dal 49,9% al 47,4%.

«Questo è stato un anno fiscale cruciale per Asos - ha commentato il ceo Nick Beighton - durante il quale abbiamo investito significativamente e rafforzato la nostra piattaforma globale, per sostenere la crescita futura».

«Una volta individuate le cause alla radice dei nostri problemi operativi - ha aggiunto - negli ultimi mesi abbiamo fatto progressi sostanziali per risolverli. Resta ancora molto da fare, ma siamo posizionati meglio per affrontare il nuovo fiscal year».

Parole che probabilmente hanno rassicurato gli investitori. Poco prima delle 17 italiane il titolo realizza un +24% alla Borsa di Londra.  

Secondo Beighton fa ben sperare quel 60% di ricavi derivante dai mercati esteri, senza contare che l’azienda è dotata una forte capacità logistica.

Le priorità per il fiscal year 2020 vanno dal rafforzamento organizzativo all’eliminazione dei costi non strategici, dall’ampliamento dell’offerta al miglioramento del tasso di engagement attraverso i social media, fino all’ottimizzazione dell’approccio all’acquisizione di nuovi clienti e alla loro fidelizzazione.

Dalla società quotata alla Borsa di Londra fanno sapere che con il bilancio 2019 si chiude un periodo di investimenti massicci, che dovrebbero ridimensionarsi già con il nuovo esercizio entro i 150 milioni di sterline.

Per prepararsi a nuove sfide, all’inizio di ottobre Asos ha reclutato quattro nuovi non-executive director con competenze molto eterogenee fra loro.

Karen Geary è un’esperta di tecnologie, avendo operato nelle risorse umane di realtà come Micro Focus International, Wandisco e The Sage Group. Dal primo dicembre entrerà nel board e sarà a capo del Remuneration Committee.

Luke Jensen, che è stato ceo di Ocado Solutions (società di e-commerce e di tecnologie per il settore alimentare), dal primo novembre entra nei comitati Audit and Nomination.

Mai Fyfield invece proviene dal mondo dei media, avendo lavorato, tra gli altri, per Sky, Roku e BBC Commercial Holdings. Farà parte da novembre dei comitati Audit e Remuneration.

Infine, Eugenia Ulasewicz è stata president di Burberry per le Americhe e prima ancora ha operato in Bloomingdale's, Galeries Lafayette e Saks Fifth Avenue: entrerà nel cda di Asos nell'aprile 2020, per far parte dei comitati Audit and Nomination.

e.f.
stats