Il titolo scende del 7% a Londra

Asos cresce in madrepatria ma perde quota negli Stati Uniti

L’e-tailer britannico Asos chiude il secondo trimestre con ricavi a 658 milioni di sterline, in aumento del 13% (+11% a cambi costanti).

I ricavi retail in madrepatria hanno raggiunto i 244 milioni di sterline, in aumento del 14%, mentre il retail all’estero è salito del 9% a 396 milioni.

Positiva la performance nel resto d’Europa (+8% a cambi costanti a 198 milioni di sterline) mentre negli Stati Uniti le vendite sono diminuite (-3% a 76,6 milioni). Si tratterebbe però di un problema temporaneo: la difficoltà di gestire un eccesso di domanda, mentre il centro di Atlanta diventava completamente digitale, come si legge in una nota, ha comportato ritardi nelle spedizioni.

Nel quarter i consumatori risultanti attivi (che hanno fatto acquisti nei 12 mesi al 28 febbraio) sono aumentati del 16% ma la spesa media per ogni ordine è diminuita del 2%

Su base semestrale, il fatturato totale di Asos si è attestato a 1,3 miliardi di sterline: +14% rispetto a un anno prima e +12% senza l’effetto cambi. Anche in questo caso le performance in Regno Unito (+16%) sono migliori di quelle international (+9% a valute invariate).

Per l’intero esercizio l’azienda del fashion e-commerce ha confermato la previsione di un +15% del giro d’affari (come annunciato in dicembre, che rappresenta un taglio dalla stima precedente di un incremento fra il 20% e il 25%), un retail gross margin in calo di 150 punti base e un ebit margin del 2%. Gli investimenti nell’anno sono previsti, come già annunciato in passati, pari a 200 milioni di sterline.

Nel tardo pomeriggio le azioni di Asos registrano un calo di quasi sette punti percentuali alla Borsa di Londra, mentre il Ftse All-share segna un +16%.

e.f.
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