le sfide del neoproprietario cinese

Carven: nell'era Icicle non c'è spazio per Serge Ruffieux

Erano diversi i pretendenti di Carven ma alla fine, come si vociferava da giorni, il Tribunale commerciale di Parigi ha dato il via libera a Icicle per acquisire la griffe: del resto, il player cinese era l'unico interessato al marchio nella sua totalità.

La maison entra dunque nell'orbita di Icicle Paris Mode, filiale francese del gruppo asiatico da 300 milioni di euro di ricavi, fondata cinque anni fa: la sfida è riportare in carreggiata un marchio dal dna forte ma ultimamente in gravi difficoltà, aumentandone la visibilità internazionale, con l'espansione in Cina tra le priorità.

Dal 2014 (anno dell'uscita di scena dell'allora direttore creativo Guillaume Henry, ora al lavoro sul rilancio di Jean Patou) a questa parte, per Carven non c'è stato che un declino costante, fino al fallimento.

Con l'ingresso di Icicle esce di scena il gruppo Béranger, per due terzi in mano alla società di Hong Kong Bluebell, che deteneva la maggioranza.

I portavoce del neo proprietario hanno dichiarato di voler preservare l'indipendenza della label - nata nel 1945 su iniziativa di Carmen de Tommaso - a livello di brand strategy e di design. A questo proposito, la ricerca del successore di Serge Ruffieux (nella foto), entrato in Carven nel gennaio 2017 come direttore creativo, è già iniziata: «Riconosciamo il suo grande talento, ma abbiamo bisogno di tempo per fare le giuste valutazioni, in modo da trovare la soluzione più appropriata per la direzione creativa e lo stile», hanno commentato da Icicle.

a.b.
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