Il verdetto della corte di appello di Parigi

La stilista Jocelyne Imbert vs. Louis Vuitton: il primo round va a lei, ma il brand farà ricorso

800mila euro di risarcimento: a questo ammonta l’ammenda comminata dalla Corte di appello di Parigi a Louis Vuitton Malletier, per avere utilizzato senza autorizzazione una fibbia creata dalla stilista indipendente Jocelyne Imbert. La maison si oppone fermamente e presenterà ricorso.

La vicenda sarebbe iniziata nel 1987, secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Canard Enchaîné. Quell’anno la designer Jocelyne Imbert aveva stipulato un contratto con Louis Vuitton Malletier per una fibbia "LV girevole" da lei ideata.

Nel 1992 Lvm ha acquistato i diritti sulla linea di borse e sul fermaglio. Il contratto conteneva una clausola in base alla quale se la fibbia fosse stata utilizzata per una nuova linea di borse, Imbert avrebbe ricevuto un compenso una tantum di 517.689 franchi francesi, pari agli attuali 111.575 euro.

Nel 2014 Imbert si è accorta che la maison aveva utilizzato la fibbia nella nuova linea Twist e, successivamente, anche in altri prodotti, tra cui le proposte della serie Go

Da qui è partito il contenzioso che ha portato oggi la maison a dover pagare alla stilista la somma di 800mila euro a titolo di risarcimento. 

Secondo quanto riporta Afp, Louis Vuitton si oppone fermamente alle accuse, aggiungendo di «avere sempre rispettato le clausole del contratto stipulato con l'artista che ha disegnato il fermaglio». Per questo la casa di moda presenterà ricorso.

c.me.
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