in cantiere un progetto esperienziale

Monnalisa: a trainare il fiscal year sono i ricavi retail (+39%) e l'online (+17%)

Ricavi oltre i 49 milioni di euro (+5% a cambi correnti e +6% a cambi costanti) per Monnalisa durante il fiscal year chiuso il 31 dicembre scorso. La società ha registrato un fatturato totale consolidato di 51 milioni, +7% a cambi correnti o +9% a cambi costanti.

Il periodo è stato contraddistinto da un significativo sviluppo dei canali retail e B2C/online, che hanno messo a segno rispettivamente un +39% e un +17% a cambi correnti. Il B2C vale per ora il 3% del turnover, ma si dimostra decisamente promettente. A cambi costanti si parla di un +43% per il retail e ancora di un +17% per l'e-commerce.

Da notare che il peso del retail sul giro d'affari consolidato è aumentato di 6 bpp, raggiungendo il 25%, grazie all'apertura di nuovi negozi diretti, prevalentemente all'estero.

L'anno scorso sono stati avviati 14 dos (directly operated store) in sette nazioni: Usa, Cina, Hong Kong, Russia, Brasile, Uk e Italia.

Molti, in generale, i punti vendita in piena fase di startup e non ancora a break even: l'83% al 31 dicembre 2018 aveva un'anzianità ancora insufficiente per conseguire una redditività a regime. I costi legati alle nuove boutique hanno riguardato principalmente il personale (+24%) e gli affitti (+47%).

Il secondo semestre ha visto, inoltre, alcuni slittamenti negli opening legati a fattori esogeni, mentre nella fattispecie in Cina inaspettate difficoltà doganali hanno imposto cambi di programma.

Tutto ciò ha compresso la redditività operativa dell'esercizio. L'ebitda adjusted al 31 dicembre si è attestato a circa 7,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l'anno precedente, ma l'ebitda reported si è aggirato sui 5,2 milioni (-15%).

L'ebit reported è stato di 2,1 milioni e l'ebit adjusted di 4,1 milioni (era di 5,3 milioni nel 2017), mentre l'utile netto si è ridotto a 1,3 milioni. L'utile netto adjusted è passato da 2,9 a 2,8 milioni.

Il 72% del business di Monnalisa è tuttora appannaggio del wholesale, che nell'esercizio ha mostrato segni di lieve cedimento (-4% a cambi correnti e -3% a cambi costanti), principalmente in seguito all'interruzione del rapporto con un cliente russo cui facevano capo quattro tpos (third party operated store) a Mosca, tre dei quali sono stati recentemente riaperti come dos. Da segnalare inoltre l'acquisizione di due monomarca negli Usa, equivalenti a un ramo di azienda di un cliente.

Analizzando l'andamento dei ricavi per area geografica, il 34% proviene dall'Italia, il 25% dall'Europa e il 41% dal resto del mondo. Nel nostro Paese Monnalisa ha registrato un incremento del 9% e sul territorio europeo del 6%.

Sostanzialmente stabile il resto del mondo, visto che al rialzo sul fronte retail hanno spesso fatto da contraltare performance meno brillanti nel wholesale, senza contare l'influenza dei cambi.

Nel periodo Monnalisa ha investito complessivamente 7,6 milioni di euro e non si è fermata dopo la chiusura dell'esercizio: il team gestionale ha visto l'inserimento di figure in ruoli chiave, soprattutto attinenti al retail, e a livello di nuove aperture sono da menzionare quelle presso l'outlet Sawgrass Mills di Miami e il mall Mixc Shenzhen in Cina.

Il gruppo ha anche costituito una controllata in Gran Bretagna, funzionale all'avvio di una concession da Harrods lo scorso febbraio.

La scaletta di questo mese di aprile contempla l'inaugurazione di monomarca nel nuovo aeroporto di Istanbul, al Fidenza Outlet Village e all'interno di El Corte Inglés a Barcellona.

Già contrattualizzati e in via di realizzazione i punti vendita di Recife in Brasile e Guam negli States, mentre è in fase di costituzione una società a Taiwan, in vista di un'espansione nel Paese asiatico.

L'a.d. Christian Simoni parla di una «crescita molto soddisfacente» delle vendite direct to consumer nell'anno e ribadisce come il network retail esistente «sia composto in larga parte da store giovani, che stiamo spingendo verso il break even». «Solo sette punti vendita su 42 - aggiunge - sono attivi da almeno tre anni e altri otto da almeno due anni».

Simoni anticipa che «stiamo lavorando a un importante progetto strategico di innovazione del rapporto con il consumatore, i cui principi fondamentali saranno l'engagement con il cliente, l'esperienzialità, l'entertainment, la personalizzazione dei prodotti e l'omnicanalità. In questo modo ci distingueremo nettamente dai concorrenti».

L'executive ricorda che tutte le aree funzionali dell'azienda si stanno evolvendo, «a partire dall'adozione di una nuova piattaforma per l'e-commerce, fino a un inedito sistema di customer relationship management e al cambiamento di ogni processo inerente la creazione, lo sviluppo e la realizzazione di prodotti, con l'adozione di un sistema Plm (product lifecycle management)».

«Tuttavia - conclude - alla base di tutto ci sono sempre le persone e, non a caso abbiamo ottenuto da poco il Welfare Champion 2019, riconoscimento assegnato a imprese con un sistema avanzato di welfare» (nella foto, Monnalisa per l'autunno-inverno 2019/2020).   

 

a.b.
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