In risposta a Tiffany

Lvmh contrario ad accelerare i tempi del processo

Lvmh chiede alla Chancery Court del Delaware di respingere la richiesta di Tiffany di emettere una decisione entro breve. «Non ci sono ragioni oggettive - dicono dal gruppo francese - per cui il prossimo processo non debba svolgersi entro un normale lasso di tempo».

Come riportato da fashionmagazine.it ieri, il gioielliere di New York ha esortato la Corte a tenere il processo secondo un calendario che consentirà una decisione prima della data di scadenza del 24 novembre, prevista negli accordi del novembre 2019, che dovrebbero portare alla fusione con Lvmh.

Lvmh pensa che gli americani stiano «cercando di evitare di dover rispondere, in particolare ai loro azionisti, per i loro cattivi risultati e la cattiva gestione, e di vedere i loro argomenti cadere uno dopo l'altro».

Ritiene inoltre «fantasiose e preoccupanti» le affermazioni del management di Tiffany, secondo cui i profitti del quarto trimestre 2020 saranno superiori a quelli dell'anno precedente. «L'unico modo per avvicinarsi anche a questo obiettivo - dicono i francesi - sarebbe quello di ridurre fortemente tutti gli investimenti attuali, in particolare nel marketing e nella comunicazione, il che è ovviamente dannoso per il futuro del marchio e totalmente contrario al normale corso degli affari».

Il gruppo d’oltralpe ritiene che i prossimi risultati di Tiffany confermeranno il verificarsi di un “effetto avverso sostanziale” (fattore che nelle fusioni e acquisizioni va a ridurre il valore di una società, ndr) e la «mediocrità della loro gestione durante la crisi, che è consistita principalmente nella creazione di perdite e nell'aumento dei debiti, a scapito dell'interesse dell'azienda».

Lvmh dichiara di avere piena fiducia nel sistema giudiziario americano, per dimostrare che le condizioni per l'acquisizione di Tiffany non sono più soddisfatte e che le argomentazioni di Tiffany sono infondate.

e.f.
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