In una lettera la «strategia della resistenza»

Cna Federmoda chiede più attenzione da parte del Governo

«Le varie misure fin qui introdotte per supportare i diversi settori produttivi non hanno a nostro avviso dedicato la dovuta attenzione a questo comparto, che ha tanta rilevanza in termini di saldo positivo per la bilancia commerciale del Paese e rappresenta un biglietto da visita dell’Italia nel mondo». Così Marco Landi e Antonio Franceschini (da sinistra, nella foto) - rispettivamente presidente e responsabile, a livello nazionale, di Cna Federmoda - in una lettera inviata ieri al Governo, per sensibilizzare sulla situazione che stanno attraversando le imprese artigiane del fashion.

Nello stesso documento l’organizzazione propone anche una serie di misure, mentre a causa della seconda ondata di Covid il settore si aspetta «un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021, che si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’AI 2021/2022». «Si tratta di quattro stagioni - sottolineano da Cna Federmoda - che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima tra il 35% e il 60%, oltre a un’ulteriore previsione dal 50% al 70% per la PE 2021».

Secondo l’associazione è necessaria da subito una «strategia della resistenza», che garantisca una moratoria finanziaria e contributiva per 18 mesi a partire da gennaio 2021 (ciclo finanziario standard per un’azienda di abbigliamento) e l’adozione degli ammortizzatori sociali per tutto il 2021.

Richieste anche la concessione di aiuti a fondo perduto, in base alle perdite subite causa Covid, e un’agevolazione fiscale sull’acquisto di prodotti made in Italy nel nostro Paese.

«Dobbiamo riuscire a promuovere il made In Italy nel mondo per far questo dobbiamo impiegare tutte le risorse a disposizione per l’internazionalizzazione», prosegue la lettera.

Inoltre, per essere competitiva, la moda ha necessità di una ulteriore riduzione del cuneo fiscale, di flessibilità nell’utilizzo dei contratti a termine e «di un taglio contributivo importante, per chi stabilizza e forma il personale in azienda».

Vanno anche facilitati i patti di filiera e le aggregazioni, «il tutto finalizzato ad avere una filiera più solida, capace di reggere il mercato e pronta a ricevere i frutti di agevolazioni su politiche di reshoring, che dovrebbero essere sostenute e incoraggiate».

«Se non verranno prese misure ad hoc - conclude Cna Federmoda - il settore è destinato a collassare, con una forte ripercussione negativa sul nostro Paese già dal 2021». 

e.f.
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