innovazione

Arnault inaugura la "Maison des Startups" di Lvmh alla Station F

Nel giorno della pubblicazione dei dati trimestrali, all'insegna di una crescita dei ricavi del 10%, il patron di Lvmh Bernard Arnault ha svelato insieme a Ian Rogers, chief digital officer del gruppo dal 2015, un programma di supporto a 50 startup l'anno, con sede a Parigi.

 

Come si legge sui media, Lvmh si è accaparrato uno spazio di 220 metri quadri all'interno di Station F, coinvolgendo nella fase iniziale 23 startup.

 

Station F viene descritto sul sito di riferimento come il più grande incubatore di startup al mondo, nato l'anno scorso su idea del miliardario francese Xavier Niel: offre 3mila postazioni di lavoro, 60 sale per le riunioni e otto per gli eventi.

 

Arnault conosce molto bene Niel, essendo quest'ultimo il marito della figlia Delphine, impegnata in azienda e promotrice tra le altre attività dell'Lvmh Prize.

 

«Sono ingegnere e i miei figli hanno seguito le mie orme - ha affermato il numero uno di Lvmh -. La creatività, l'innovazione, i nuovi prodotti e un forte desiderio di agilità imprenditoriale ci hanno spinto fino qui».

 

«Questo è un punto d'incontro tra le nostre maison e le realtà legate all'innovazione - ha aggiunto il cdo Ian Rogers - in modo che interagiscano più facilmente, mantenendo la propria autonomia».

 

«Parigi non sarà mai la nuova Silicon Valley - ha precisato il manager americano, ex Apple, a wwd.com - ma quello che vogliamo è che diventi un posto dove sia più facile per una persona giovane avviare un business, senza doversi trasferire da un'altra parte».

 

Rogers ha anticipato che nasceranno gruppi di lavoro su alcuni temi come la realtà aumentata e l'intelligenza artificiale, strumenti da utilizzare per valorizzare il dna di Lvmh e proiettarlo nel futuro: al centro dell'attenzione sono, per esempio, la durevolezza delle materie prime, il servizio alla clientela e la shopping experience, l'ottimizzazione della catena produttiva e la protezione dei prodotti.

 

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