Intervista al ceo brand di pal zileri

Leo Scordo: «L’abito torna protagonista, ma con semplicità. Perché la voglia di informale resta»

«Non abbiamo certo deciso di tornare a presentare a Milano solo perché c’era una nuova showroom da inaugurare. Il percorso di ridefinizione delle collezioni è terminato e l’offerta tra formale e informale è ora bilanciata, proprio come volevamo (rispettivamente 35% e 65%). Servivano quindi differenti codici per raccontarci, che si aggiungessero al rinnovato entusiasmo, generato anche dai numeri».

È con queste parole che Leo Scordo ha spiegato il ritorno di Pal Zileri, brand di cui è ceo, alla fashion week milanese, dopo che nelle ultime stagioni aveva orchestrato da Pitti Uomo una ridefinizione dell’offerta, che ha spostato il baricentro su capi più informali e casual, senza però mai dimenticare l’anima tailoring con cui è nato il marchio in capo a Mayhoola Group, la stessa realtà proprietaria anche di Valentino e Balmain.

«Proprio per la volontà di celebrare l’eleganza italiana e il nuovo modo di portare l’abito maschile abbiamo deciso di lanciare con questa collezione primavera-estate la nuova linea Tiepolo: una giacca di ispirazione ‘90s, diversa dai nostri modelli best seller, ben strutturata sulle spalle, ma con una vestibilità asciutta e maniche un po’ più lunghe. Questa è la nostra proposta per un consumatore giovane, fra i 30 e i 40 anni, che si sente cool quando indossa un abito», ha raccontato Scordo nella nuova shoowroom di via Verri 8, dove pochi giorni fa si è chiusa la campagna vendita della pre-collezione e che tra meno di due settimane ospiterà i buyer di tutto il mondo per gli ordini della main.

«Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti fin qui - ha commentato il brnad ceo -. Gli ordini della pre sono andati molto bene rispetto all’anno scorso, che già era stato positivo: abbiamo incrementi molto forti, una parte dei quali credo siano legati ad acquisti anticipati da parte dei compratori, che cercano di evitare i disagi causati dai ritardi nelle consegne, visti i problemi legati alla supply chain».

Ma anche al netto degli anticipi, «i tassi di crescita a doppia cifra della pre-collezione confermano il nostro buon momento, che contiamo di confermare anche nella campagna vendita delle prossime settimane».

La Oyster Jacket, che nelle ultime stagioni, con le sue 13 tasche tra interne e esterne, è stata il capo simbolo dell’evoluzione leisure del marchio, adesso non è più un progetto speciale ma è entrata a far parte della collezione, sottolineando che la dimensione più casual di Pal Zileri, dove anche la linea Cerimonia ha cambiato pelle e non si limita più esclusivamente a occasioni come i matrimoni, è ormai il new normal.

«Sia nel nostro canale online che nel wholesale l’informale rappresenta il 65% delle vendite e non c’è motivo per cui questo assetto merceologico debba cambiare, anche se siamo di fronte al ritorno dell’abito - fa il punto Scordo -. Abbiamo costruito una nuova collezione nella quale categorie merceologiche come la maglieria e il jersey creano un’offerta in linea con le richieste dei clienti, che oggi sono capaci di amalgamare tutti questi mondi».

Per il brand il mercato italiano resta importante ed è in forte ripresa, ma è nella componente export che Pal Zileri vede il driver della crescita, come dimostrano i recenti accordi di distribuzione per gli Stati Uniti e il Messico e gli accordi di franchising, in via di definizione, per store monobrand in apertura all’estero nelle prossime stagioni.

«L’Europa centrale ci sta dando molta soddisfazione - conclude Scordo - e il Medio Oriente è forse il mercato che cresce di più. Il calo in Russia c’è, ma non si è rivelato uno choc per noi. Continuiamo a lavorare bene in tutto il resto dell’Europa dell’Est e l’area mediorientale, come dicevo, sta andando così bene, da più che compensare le mancate vendite della Russia».

an.bi.
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