Istanze Cnmi congrue con situazione grave

Elisabetta Franchi: ogni settimana di stop effetti pesanti su retail e forniture

Come da decreto, lo stop a tutte le attività produttive industriali e commerciali non essenziali è arrivato (c’era tempo fino al 25 marzo per prepararsi). Nel viaggio fra le aziende italiane della moda colpite, che fashionmagazine.it sta intraprendendo a più riprese, oggi è la volta della Betty Blue Spa, la holding a cui fa capo il marchio Elisabetta Franchi, che si prepara a chiudere il 2019 con un incremento dei ricavi di oltre il 6%, a 123 milioni di euro, e un +4,5% del mol, a 23,3 milioni (il cda è in agenda il 30 marzo).

«Dopo avere progressivamente assottigliato gli organici, in funzione dei vari decreti in uscita ogni settimana, da oggi fino al 3 aprile dobbiamo obbligatoriamente chiudere anche la sede di Bologna, lasciando operativi solo gli smart working essenziali», raccontano dall’azienda di Granarolo Emilia. Intanto, la Regione Emilia Romagna ha concesso la cassa integrazione in deroga (l’azienda rientra nel settore commercio) e ora è atteso il via libera anche dalle altre regioni dove sono presenti i negozi del marchio.

A proposito di wholesale, capita che vengano annullati degli ordini o che sia richiesto uno sconto? «Dall’Italia - rispondono dalla realtà del womenswear - arrivano richieste di spostare pagamenti, resi e sconti sulla collezione primavera-estate 2020, attualmente bloccata dentro i negozi chiusi. L’estero ancora non si è mosso in merito, visto che ha chiuso solo da pochi giorni. Invece, per quanto riguarda la stagione autunno-inverno 2020/2021, ci sono già richieste di riduzioni di ordini e di spostamento di consegne in avanti, a causa dell’eccesso di merce della collezione estiva, che i nostri clienti dovranno vendere almeno fino ad agosto».

Chiediamo inoltre se il marchio Elisabetta Franchi, made in Italy all’85%, sta avendo problemi con le forniture. «I fornitori di prodotto finito “made out” per la Spring-Summer 2020 avevano già consegnato quasi tutto - spiegano dalla Betty Blue -. Quanto ai ritardatari, non li ritireremo».

«Ogni settimana di stop - sottolineano dalla società - ha un effetto molto pesante sui nostri flussi di cassa per la parte retail e multimarca, ma soprattutto relativamente ai fornitori di materia prima e di accessori (come bottoni, cerniere, etc), che essendo in parte chiusi o in criticità finanziarie, allungano i tempi di consegna futuri del prodotto finito».

Un vero peccato, perché - apprendiamo - i primi due mesi del 2020 sono andati molto bene, non essendo il marchio Elisabetta Franchi esposto sull'Asia, ma da marzo le attività sono inizialmente state rallentate e poi chiuse del tutto. «Purtroppo il resoconto trimestrale che faremo a fine mese non sarà allineato alle attese», anticipano dall’azienda.

L’auspicio ora è che l’industria del fashion sia ascoltata dal Governo, che al momento non l’ha inclusa fra i settori più colpiti dalla pandemia. «Crediamo - concludono da Bologna - che tutte le richieste messe sul tavolo dalla Camera Nazionale della Moda Italiana siano congrue con la gravità della situazione che le aziende del settore stanno vivendo».

e.f.
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