La ceo fa tappa a Milano

The RealReal aiuta la circular economy ma scattano le class action

Julie Wainwright, fondatrice e ceo del luxury reseller americano The RealReal, ha fatto tappa a Milano, alla presentazione del Bain-Altagamma Luxury Market Monitor 2019, ma mentre rivelava i numeri del business, gli insight e il contributo alla circular economy, negli Usa partivano le class action contro la società, che si è quotata in giugno: viene messa in dubbio la capacità dei periti interni di autenticare correttamente i prodotti. 

Il sistema di compravendita di The RealReal, come ha illustrato la fondatrice in Italia, è virtuoso perché «ha permesso, dalla nascita, il risparmio di 553 milioni di litri d’acqua e ha evitato l'immissione nell’ambiente di 12.200 tonnellate di CO2».

Wainwright ha inoltre specificato che il 56% di chi consegna la merce di lusso usata alla piattaforma dice di essere motivato dall’impatto ambientale o dal volere estendere la vita dei prodotti. La quota sale al 64% nel caso dei Millennials. Inoltre, c’è un 32% degli acquirenti che dichiara di avere sostituito con The RealReal i negozi del fast fashion.

Contribuire a rendere più sostenibile l’industria della moda permette anche di realizzare ricavi importanti: 207 milioni di dollari è il fatturato annuale del reseller, ma si sale a 711 milioni se parliamo di GMV-Gross Merchandise Value (valore lordo della merce venduta), il che rende The RealReal il maggiore marketplace online di lusso usato. L'offerta spazia dall’abbigliamento uomo, donna e bimbo, a gioielli, orologi, articoli per la casa e arte. Elevato pure il valore medio di un singolo ordine, che ammonta a 446 dollari.

The RealReal è in grado di elaborare una serie di dati, che danno un’idea degli utenti ma anche di quello che Wainwright chiama il mercato “primary”. Per esempio, Louis Vuitton è il marchio più ricercato sulla piattaforma, seguito da Gucci e Chanel, mentre Balenciaga è il brand che sta sperimentando il maggior incremento nelle ricerche, davanti a Dior e Fendi (vedi slide nella foto).

Dallo scorso giugno l’e-commerce americano è quotato sul mercato Nasdaq, dove oggi vale circa 1,4 miliardi di dollari, lontano dai 2,39 miliardi del giorno del debutto, al prezzo iniziale di 20 dollari per azione.

Nella seduta odierna, poco prima delle 17 italiane, The RealReal prosegue la discesa di venerdì: il titolo passa di mano a 16,3 dollari per azione, in calo di oltre il 5%, dopo il -1,5% di venerdì, quando gli scambi probabilmente già risentivano degli annunci delle ripetute azioni collettive risarcitorie, annunciate la scorsa settimana dai legali degli investitori.

Infatti, il prospetto informativo per l’Ipo non avrebbe messo correttamente in evidenza alcune criticità del business. Un’indagine di Cnbc ha sollevato dei dubbi in merito alla precisione degli esperti interni di lusso nel distinguere un item autentico dal falso.

Lo scorso anno Chanel ha fatto causa alla società. Stando alla maison francese, nessuno degli esperti di The RealReal è stato formato dalla griffe, così da poter autenticare un prodotto come un vero Chanel. In più, secondo la casa di moda, la certezza di un articolo autentico si ha solo se è acquistato direttamente da Chanel o dai retailer autorizzati.

Brand come Stella McCartney e Burberry hanno invece realizzato delle partnership con The RealReal, per contribuire alla circular economy (a destra nella foto, Julie Wainwright con la giornalista Sarah Varetto durante il convegno Altagamma). 

e.f.
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