la conciliazione più esosa

Kering paga 1,25 miliardi di euro per chiudere il contenzioso col fisco

Il colosso francese ha chiuso un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate italiana per tasse non pagate dal marchio ammiraglio Gucci, che da solo genera il 63% dei ricavi, tramite la controllata svizzera Luxury Goods International (Lgi).

A gennaio la Guardia di Finanza di Milano aveva contestato alla società guidata da François-Henri Pinault (nella foto) una presunta evasione fiscale da circa 1,4 miliardi di euro, ipotizzando ricavi non dichiarati per 14,5 miliardi, relativi alla commercializzazione di prodotti Gucci.

Secondo la GdF, l'aggiramento delle imposte italiane era avvenuto tra il 2011 e il 2017, appunto attraverso la Lgi. L'accusa era stata che Kering avesse pagato unicamente le imposte del Paese elvetico, sede di Lgi, inferiori al 9%.

La definizione della controversia ha riconosciuto la sussistenza di una stabile organizzazione nel nostro Paese nel periodo considerato, con relativa attribuzione di utili e, sotto altro profilo, i prezzi di trasferimento praticati da Lgi, per il medesimo periodo, con la consociata Guccio Gucci S.p.A..

La risoluzione del contenzioso, «contraddistinta da un'analisi approfondita e da spirito collaborativo», comporterà a Kering il pagamento di una maggiore imposta di 897 milioni di euro, oltre a sanzioni e interessi, per un totale di 1,25 miliardi.

Come fa notare Reuters, si tratta della più esosa conciliazione fiscale mai raggiunta tra una società e il fisco italiano, anche se inferiore agli 1,4 miliardi contestati dalla GdF.

Sulla base di una stima iniziale, l’effetto di tale transazione sul bilancio consolidato della parent company di Gucci nel 2019 sarà pari a circa 600 milioni di euro di imposte addizionali sul conto economico e di circa 1,25 miliardi di euro di flusso di cassa negativo sul rendiconto finanziario.

a.b.
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