Il wholesale debole Usa incide sul quarter

Levi's: direct-to-consumer e international trainano il fatturato

Nel terzo trimestre chiuso il 25 agosto il fatturato di Levi's ha toccato quota 1,45 miliardi di dollari, (+ 4% a valuta corrente e +5% a valuta costante). In calo del 4% i profitti, scesi a 124 milioni di dollari rispetto ai 130 dell'analogo periodo del 2018, quando il gigante del jeanswear aveva goduto di un beneficio fiscale. Il big statunitense raccoglie i frutti del fermento a livello internazionale e nell'area direct-to-consumer. Punto debole, il wholesale negli Stati Uniti.

 

A sostenere l'evoluzione del turnover sono i risultati in Europa (+14% a valuta corrente e +18% a valuta costante) e in Asia (+9% a valuta corrente e +12% a valuta costante), nell'area direct-to-consumer (+10% a valuta corrente e +12% a valuta costante), nel settore donna (+10% a valuta corrente e +12% a valuta costante) e nei top (+14% a valuta corrente e +17% a valuta costante).

 

In calo gli Stati Uniti (-3%) a causa delle difficoltà delle vendite nel settore wholesale, in parte compensate dalla crescita del business direct-to-consumer.

 

Il business direct to consumer è cresciuto double digit grazie all'espansione e alle performance del network retail e alla crescita dell'e-commerce. Sul fronte wholesale i ricavi sono saliti dell'1% a valuta corrente e del 2% a valuta costante, e riflettono le evoluzioni nel mercato europeo e asiatico.

 

L'utile lordo ha raggiunto quota 767 milioni di dollari, con una crescita del 3% a valuta corrente, rispetto ai 742 milioni di dollari del periodo di riferimento. L'utile lordo vale il 53% del fatturato netto, rispetto al 53,2% dell'analogo quarter, dal momento che i benefici dei risultati nell'ambito direct-to-consumer e international, così come gli aumenti dei prezzi, sono stati influenzati dagli effetti della valuta debole e dagli investimenti effettuati sul prodotto.

 

«I risultati nel periodo sono ottimi e ci permettono di confermare l'outlook per l'intero fiscal year - ha spiegato il presidente e ceo di Levi Strauss & Co., Chip Bergh -. La decisione di diversificare il business verso aree in più rapida crescita e verso strategie che consentono più alte marginalità continua a dare slancio al nostro business, visto che cresciamo ancora double digit a livello internazionale e considerati i risultati nell'area direct-to-consumer e, per quanto riguarda le merceologie, nel womenswear e nei top».

 

«Nonostante le difficoltà attraversate dal wholesale negli Stati Uniti il business wholesale globale è cresciuto del 2% a valuta costante», ha puntualizzato il numero uno della company statunitense, che prevede di confermare i buoni risultati anche nel quarto trimestre.

 

Per l'intero anno fiscale l'aspettativa è chiudere con una crescita del fatturato del 5,5/6%, che incorporerà anche l'impatto dell'acquisizione del distributore sudamericano, annunciata lo scorso agosto.

c.me.
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