La produzione a Bologna resta ferma

La Perla mette in stand-by i target 2020-2022

Obiettivi 2020 in sospeso per La Perla Fashion Holding. Lo annuncia la società con base ad Amsterdam e quotata a Parigi che controlla il marchio bolognese di lingerie di lusso, mentre a causa della pandemia restano chiusi svariati negozi del brand e la produzione a Bologna è ferma, per proteggere la forza lavoro e contrastare la trasmissione del Covid-19.

Come spiegano dalla holding, questa situazione ha un impatto negativo sulle vendite del gruppo e gli utili, i cui sviluppi al momento non possono essere quantificati. Pertanto sono sospesi i target: oltre 130 milioni di fatturato e un ebitda positivo attesi per il 2020 e 200 milioni di ricavi nel 2022.

Il marchio di intimo, nightwear e beachwear, fondato a Bologna nel 1954, è controllato dalla holding Tennor, che a fine febbraio ha varato un aumento di capitale da 200 milioni di euro per ripagare i debiti e portar avanti nove acquisizioni.

Lo scorso ottobre, dopo diverse trattative, ha raggiunto un accordo con il ministero del Lavoro, la Regione Emilia Romagna e i sindacati per i 126 esuberi annunciati (su 500), che ha portato alla cassa integrazione straordinaria di parte delle lavoratrici dello stabilimento di Bologna e a incentivi all'esodo.

Intorno alle 15 le azioni La Perla segnano un +4,7% a Parigi, passando di mano a 4 euro per azione, ma restano sotto il pezzo di collocamento (lo scorso settembre) di 4,5 euro. L'indice Cac40 registra un rialzo del 2%.

e.f.
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