La separazione da Kering da marzo prossimo

Stella McCartney: nel fiscal year l'impatto ambientale cala dell'8%

Ricavi e profitti del marchio Stella McCartney crescono in Regno Unito mentre diminuisce l’impatto sull’ambiente.  

Nel 2017 il fatturato realizzato in UK è salito del 2,1% a 42,5 milioni di sterline, mentre i profitti sono aumentati dell’1,5% a 7,1 milioni. Si tratta di una visione solo parziale del business generato dal marchio, perché quella globale non è dettagliata nel consolidato di Kering, che ha in portafoglio la label con sede a Londra.

Come riporta wwd.com, il ceo di Stella McCartney Ltd, Frederick Lukoff ha sottolineato che il marchio ha rallentato il passo rispetto all’anno prima, ma il 2016 beneficiava dell’indebolimento della sterlina post referendum sulla Brexit.

Intanto la griffe prosegue l’espansione retail. Dopo le aperture del 2017 a Parigi, New York (Manhattan), Costa Mesa (California) e Firenze, quest’anno Stella McCartney ha inaugurato a Londra (Old Bond Street), Las Vegas, Macao, Singapore e in Cina.

Inoltre è stato aperto uno store Kids in Asia, con l’obiettivo di proseguire lo sviluppo del format anche in Occidente, dal momento che le piccole taglie mostrano di anno in anno una crescita straordinaria e ora è in grado di procedere «con le proprie gambe», come ha spiegato Lukoff.

La maison - che dopo l’annuncio dello scorso marzo, si separerà ufficialmente dal gruppo francese Kering a fine marzo 2019 - ha chiuso il 2017 con un bilancio ambientale in miglioramento: l’impatto negativo sull’ambiente è sceso dell’8%.

Sulla voce continuano a pesare le materie prime nella supply chain, benché nel 2017 l’incidenza sia diminuita del 17%. Questo miglioramento è legato, per esempio, alla decisione di eliminare l’impiego di cashmere vergine dalle collezioni, in favore del riciclaggio degli scarti di lavorazione: una fibra altamente impattante, spiegano dal brand, per via del “sovrapascolo” legato all’allevamento delle capre e ella desertificazione di pascoli. Inoltre nelle catene l’alluminio e l’acciaio hanno sostituito l’ottone, il cui ottenimento ha un impatto maggiore sull’ambiente.

Ci sono ulteriori margini di miglioramento specie nell’ambito delle attività legate agli store, agli uffici e ai magazzini, dove invece l’impatto è salito del 20% a causa dell’espansione commerciale. L’aspirazione del marchio è, un giorno, arrivare all’impatto zero.   

e.f.
stats